Decima Giornata di Studi sulle risorse e le prospettive della Tuscia


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Il Melanesia torna a casa!


Foto Melanesia
Il Melanesia in navigazione

Dopo essere stato esposto per circa un mese presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne, il Melanesia, una piccola canoa a vela con bilanciere, il cui archetipo, originario del Pacifico, risale al Paleolitico, ora è tornata ai proprietari, i velisti del Gruppo “Fare insieme”, nato all’interno dell’Associazione “Wharram Italia – Vele Vagabonde”.

La canoa è stata realizzata sulla base di un progetto di James Wharram, considerato il padre dei multiscafi o catamarani, ospite dell’Associazione lo scorso agosto.

I visitatori del MNAI hanno molto apprezzato l’esposizione del Melanesia che ha suscitato interesse e curiosità. Ora la piccola canoa ha lasciato il posto ad un’altra barca a vela, la Sabatina del lago di Bracciano, creata negli anni Trenta da Eugenio Cerocchi (1911-1970), da suo fratello Giuseppe (1913-1994) e da Federico Zunini. La barca, donata da Andrea Balestri, direttore tecnico di Hydra Ricerche (Trevignano Romano), sarà portata a Capodimonte giovedì 20 settembre e poi trasportata all’interno del museo.

Continuerà anche la collaborazione con il Gruppo “Fare Insieme” e con l’Associazione “Wharram Italia – Vele Vagabonde”. Presto nuove idee ed attività!

LAGHI E FIUMI NEL FOLKLORE NEL LAVORO NELLA STORIA


800px-George_Cole_-_A_River_in_WalesXVII Incontro di Tra Arno e Tevere

 

LAGHI E FIUMI NEL FOLKLORE NEL LAVORO NELLA STORIA

 
14 15 16 settembre 2018
Museo delle tradizioni popolari di Canepina
Palazzo della cultura di Caprarola

 

PROGRAMMA

 

14 settembre ore 15.30 – Museo di Canepina, Salone IV Stato

Saluto delle autorità

 

Quirino Galli – Direttore del Museo di Canepina Apertura dei lavori del Convegno

 

Roberta Aniello – musicista e musicologa Gli Atti del XVI incontro: Ricerche etnomusicologiche recenti in diverse aree culturali

 

Elisabetta Silvestrini – Docente presso la Scuola di specializzazione in beni DEA, Università la Sapienza di Roma Spiriti e “presenze” nei fiumi, nei laghi, nelle fontane, tra Lazio e Marche

 

Pietro Tamburini – Coordinatore del Sistema nuseale del Lago di Bolsena Laghi e fiumi: ponti o confini? Il medio corso del Tevere e il Lago di Bolsena in epoca preromana

 

Caterina Pisu – Direttrice del Museo della navigazione nelle acque interne di Capodimonte Testimonianze di età preistorica relative alla pesca nel Lago di Bolsena: un peso da rete di recente acquisizione del Museo della navigazione nelle acque interne

 

Luigi Cimarra – Etnolinguista del Gruppo interdisciplinare Gli Statuti comunali della Tuscia e la pesca nel Tevere e nei corsi d’acqua minori

 

Sabato 15 settembre ore 9.30

 

Elisa Chiatti – Dottorato di ricerca conseguito presso l’Università della Tuscia Le sante protettrici del Lago di Bolsena: la storia di quattro donne tra leggenda e realtà.

 

Angelo Biondi – Studioso del folklore e della cultura tradizionale locale Il Prile, un lago scomparso in Maremma: storia, economia, leggenda

 

Antonello Lamanna – Voxteca, Archivio della voce, Università per stranieri di Perugia Cultura e civiltà delle acque interne: l’Atlante linguistico dei laghi (ALLI). La storia di un progetto di ricerca interdisciplinare

 

Francesco Petroselli – Università di Goteborg Inchiesta del ALLI al Lago di Bracciano. Primi dati

 

Massimo Pirovano – Direttore del Museo dell’Alta Brianza I pescatori lariani oggi: fare etnografia visiva

 

Giorgio Vedovelli – Presidente del Museo del Castello Scaligero di Torri del Benaco La storia, le attività tradizionali (pesca, olivicoltura, agrumicoltura) della zona dell’Alto Lago di Garda nelle sale del Museo del Castello Scaligero di Torri del Benaco

 

Sabato ore 15.30

 

Domenico Cedrone – Studioso del folklore e della cultura tradizionale locale Le acque della Valcomino tra storia, religiosità e credenze

 

Antonio Quattranni – Cultore della storia locale “Acciò possa il pesce allevare e impossessare”: le disposizioni per la tutela della pescosità del Lago di Bolsena dal XVI al XX secolo

 

Mauro Chiatti – Studioso del folklore e della cultura tradizionale locale La pesca professionale nel Lago di Bolsena e l’associazionismo cooperativo: il caso particolare della comunità martana

 

Rosarita Colosio – Antropologa e storica Le donne del Lago d’Iseo 1880-1970: lavoro, emancipazione fra reti, barche e pesca

 

Ugo Iannazzi – Direttore del Museo delle genti di Ciociaria di Arce Il Liri e gli insediamenti protoindustriali agli inizi del XIX secolo

 

Bonafede Mancini – Studioso del folklore e della cultura tradizionale locale Chiare, fresche e umili acque. Storie reali e fantastiche nell’onde frante di due comunità dell’Alta tuscia

 

Domenica 16 settembre ore 9.30 – Palazzo della cultura di Caprarola

 

Enzo Bentivoglio – Ordinario di Storia dell’architettura, Università mediterranea di Reggio Calabria Sul e dal Tevere speciali “delizie” per Agostino Chigi il Magnifico: cultura, solennità e quotidianità

 

Flaviano Feliciano Fabbri – Studioso del folklore e della cultura tradizionale locale I Farnese, Vico e il Lago di Vico

 

Franco Vaccaneo – Direttore della Biblioteca “Cesare Pavese” di Santo Stefano Belbo Tre fiumi del Piemonte nell’opera di Cesare Pavese e di Beppe Fenoglio: il Belbo, il Tanaro e il Po

 

Pino Galeotti – Regista India: il sacro fiume della vita (Jean Renoir antropologo)

 

Coordina i lavori del Convegno Elisabetta Silvestrini

Organizzazione a cura di: Carla Amici, Luigi Cimarra, Quirino Galli, Raffaela Manganiello, Maria Giovanna Morgani, Pino Palazzolo, Alberto Scala.

 

File PDF del programma:
Tra Arno e Tevere Incontro 2018

Capodimonte accoglie James Wharram, il progettista britannico che ha rivoluzionato il mondo della nautica da diporto


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James Wharram

La città di Capodimonte, grazie all’Associazione Sportiva Dilettantistica Culturale e Sociale “Wharram Italia – Vele Vagabonde” e al gruppo “Fare insieme”, in occasione del Wharram Day che si svolgerà il 25 agosto, avrà l’onore di ospitare James Wharram, considerato il padre dei multiscafi o catamarani.

Le teorie di Wharram sono state ispirate da Éric de Bisschop, che negli anni Trenta promosse la ricostruzione e l’uso delle antiche canoe tradizionali polinesiane per le grandi traversate.

Wharram, ora novantenne, compì la sua prima traversata atlantica nel 1955 con il catamarano Tangaroa, lungo 7,20 m, con carene piatte e costruito da lui stesso con appena 200 sterline. Per la traversata di ritorno, da New York all’Irlanda, costruì un secondo catamarano, più grande del primo, il Rongo, con carene a “v”. Le traversate, compiute con Jutta Schultze-Rohnhof e Ruth Merseburger, sono state raccontate nel libro “Two girls, two catamarans (“Due ragazze, due catamarani”), scritto da Wharram nel 2001.

Dopo l’impresa, Wharram decise di diventare progettista di barche a basso costo, basate su archetipi di tradizioni non europee e che potevano essere costruite da chiunque, nel garage o giardino di casa. Wharram ha così proposto in modo originale il “fai da te” in ambito nautico,  slegandosi  dal conformismo delle organizzazioni nautiche tradizionali.

Negli anni il suo progetto si è sviluppato efficacemente  e, insieme ad Hanneke Boon, ha ideato nuovi metodi di costruzione, vendendo più di 10.000 progetti. Attualmente sono migliaia le sue imbarcazioni in giro per il mondo. Wharram ha basato le sue ricerche sullo studio degli scafi del Pacifico conformati a canoa, di origini antichissime. Sull’argomento ha scritto contributi e ha partecipato a conferenze di Archeologia marittima. Per questa sua attività di ricerca è stato accolto come membro della Royal Geographical Society. Nell’aprile di quest’anno ha ricevuto  il prestigioso “lifetime achievement award” dalla rivista “Classic Boats” presso il Royal Thames Yact Club  a Londra.

In occasione della visita di James Wharram a Capodimonte, presso il MNAI – Museo della Navigazione nelle Acque Interne è stata esposta la piroga “Melanesia”, realizzata localmente dal gruppo “Fare Insieme”, su un progetto di Wharram. Si tratta di una piccola canoa, provvista di vela e di un bilanciere che assicura stabilità, le cui origini risalgono a 70.000/60.000 anni fa, ovvero al Paleolitico. Ispirata alle imbarcazioni delle Isole Vanuatu, rappresenta l’essenza delle tradizioni navali del Pacifico. Per questa occasione, la piroga monòssila dell’età del bronzo esposta nel museo di Capodimonte ha trovato una gemella d’oltreoceano!

Di seguito il programma del Wharram Day:

ore 10.30 Incontro di James Wharram con amici e appassionati presso il Circolo Kayak di Capodimonte;

ore 13.00 Pranzo presso il ristorante Il Gitano, lungolago di Capodimonte;

ore 17.00 Visita al MNAI – Museo della Navigazione nelle Acque Interne;

ore 18 Presso le Ex Scuderie Farnesiane (Cascina), prologo alla conferenza di James Wharram: Navigazione Sonora a cura dei “Tyrsenia”, con Paolo Bashir Ansaloni, Dilruba (Special Guest) – Giorgio Cutini, Pakhawaj e Udu – Valerio Bruni, Santur (trio in acustico);

ore 18.20 Conferenza di James Wharram presso le Ex Scuderie Farnesiane (Cascina);

ore 20.00 Full Moon Party presso il Circolo Kayak di Capodimonte;

ore 24.00 Saluto alla luna e chiusura del Wharram Day.

Ciao, Piero Carosi.


Esprimo profonda commozione e cordoglio per la scomparsa di Piero Carosi, grande amico del Museo della Navigazione nelle Acque Interne.

E’ dello scorso inverno un suo articolo sul numero 113 de La Loggetta, notiziario di Piansano e della Tuscia, intitolato “Aria nuova al museo”, per il quale gli sono profondamente grata, ma soprattutto gli sono riconoscente per non avermi mai fatto mancare il suo appoggio e il suo conforto nei momenti più complicati della mia esperienza professionale a Capodimonte. Lo scorso anno aveva fatto dono al museo di una sua collezione di pesi da rete e di una fedele ed accuratissima riproduzione della “bbarka” del Lago di Bolsena, ora esposta al museo.

Piero Carosi, già funzionario della RAI, è stato un personaggio di spicco e di spessore della cultura viterbese e si è impegnato per valorizzare la storia e le tradizioni locali e  per proteggere l’ambiente di questi territori, in particolare del lago di Bolsena e di Capodimonte.

Mancherà a tutti noi e a me, personalmente, mancherà l’amico che sapeva consigliarmi e   incoraggiarmi.

Mi unisco al dolore dei famigliari e, in particolare, della moglie Luciana.

Caterina Pisu

Piero Carosi
Piero Carosi

Miti e Leggende intorno al Lago di Bolsena


British Museum, Antonio Domenico Gabbiani, 1740
Lago di Bolsena – British Museum, acquaforte di Antonio Domenico Gabbiani (1740-1750)

Venerdì 17 agosto, alle ore 17.30, presso il MNAI – Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte si svolgerà la presentazione del volume del Prof. Quirino Galli, “Miti e Leggende intorno al Lago di Bolsena”. Presenzierà il Sindaco di Capodimonte, Sig. Mario Fanelli. Relatrice la Prof.ssa Felicita Menghini Di Biagio, illustre studiosa di storia dei Farnese, personaggio di spicco della cultura locale e profonda conoscitrice della storia e dell’arte dei nostri territori.

Il Prof. Quirino Galli, autore del volume, oggetto della presentazione, è antropologo ed ha scritto numerosi saggi, l’ultimo dei quali dedicato al “Carnevale” nelle nostre zone; inoltre ha condotto anche vari ed approfonditi studi relativi alla storia del Teatro, soprattutto medievale. E’ stato docente di Storia del Teatro e Teoria e prassi della messinscena presso l’Accademia di Belle Arti di Viterbo e assistente alla regia con Orazio Costa Giovangigli. Ha collaborato con il Prof. Federico Doglio, fondatore del Centro di studi sul teatro medioevale e rinascimentale.

Il saggio “Miti e leggende intorno al Lago di Bolsena” fu pubblicato nel 1994 e quasi immediatamente esaurito. Ora, a fronte di numerose richieste, è stata effettuata una ristampa con la sola breve aggiunta di una premessa curata dal Prof. Pietro Giuseppe Poli.

Oggetto dell’opera è una minuziosa e avvincente ricerca storica e socio-antropologica sui miti e le leggende fioriti nei territori che si affacciano sul  Lago di Bolsena. Numerose le interviste e le narrazioni offerte dagli stessi abitanti, depositari di storie a volte vere, a volte fantastiche, come fedelmente riportato nel testo.

Introduce e modera la conferenza di presentazione la Dott.ssa Caterina Pisu, direttore scientifico del MNAI – Museo della Navigazione nelle Acque Interne.

Etruria, Festival dell’Espressività, Prima Edizione


Locandina ArcosDa lunedì 23 luglio a martedì 31 luglio 2018 si terrà presso gli spazi delle ex scuderie farnesiane di Capodimonte (Viterbo), sul lago di Bolsena, una manifestazione legata alle arti visuali in cui saranno presenti autori contemporanei di varia estrazione e rappresentanti di varie tendenze. Larga parte dell’iniziativa è dedicata al linguaggio fotografico che sempre più anche in Italia ha acquisito un proprio spazio significativo nel panorama dell’arte e della cultura. Il contatto diretto con il mondo della natura attraverso la veduta e il paesaggio viene espresso dalle pennellate cromatiche di Nicola Amato, fotografo di vasta esperienza professionale, con particolare riferimento ai luoghi della Puglia divenute icone attraverso collane di pubblicazioni specializzate dedicate a tale Regione. Si passa poi alle interpretazioni della natura dell’inglese Patrick Nicholas in cui i luoghi, i boschi e le acque che caratterizzano il territorio della Tuscia si integrano con l’elemento femminile, ricreando scenari con emblematiche presenze in contesti mimetici dal sapore ironico. Dalle riprese esterne a quelle in interno, si individua nel lavoro di Alessandro Cirillo (Genos) la capacità poetica di rendere intimo l’oggetto fotografato attraverso l’uso narrativo del medium fotografico; così come nelle fotografie di Andrea Baczynski nelle quali il tema della casa abbandonata induce nel fruitore uno sguardo psicologico verso il proprio mondo interiore. Secondo una tendenza contemporanea basata sul trattamento dell’immagine alle costruzioni della serie di Bruno Paolo Benedetti dove linee e campiture cromatiche si intersecano in movimenti, moduli, ripercussioni ritmiche che richiamano il mondo dei frattali. Ancora poi il lavoro formale a colori di Samanta Sollima dedicato al tema delle ballerine in contesti tradizionali di vita quotidiana e di natura. Infine si approda alle vena dell’illusione, dell’ironia e del non senso che le opere scultoree di Francesco Granito rimandano esposte insieme alle criptiche installazioni di Rosemarie Sansonetti nelle quali il peso del materiale si alleggerisce nella forma espressiva facendo emergere così l’abilità tecnica nella rappresentazione concettuale. Un cenno a parte per l’opera site specific tutta da scoprire dell’artista Mara van Wees esponente della così detta arte povera già presente sul territorio della Tuscia con i propri lavori.

DAL 23 AL 31 LUGLIO

ETRURIA, FESTIVAL DELL’ESPRESSIVITÀ Ia EDIZIONE

https://etruriafestivalespressivita.wordpress.com/

 

PRESSO LE EX SCUDERIE FARNESIANE CAPODIMONTE (VT)

VIA REGINA MARGHERITA, 01010

https://museocapodimonte.com

 

INGRESSO GRATUITO

APERTURA AL PUBBLICO DALLE 16,00 ALLE 19,00

 

SPONSOR UFFICIALE  DEL FESTIVAL:

“CASA D’ASTE BABUINO ROMA”

http://www.astebabuino.it/Home.html

 

L’organizzazione del festival è a cura dell’Assocazione A.R.Co.S.

https://associazionearcos.wordpress.com/

Tombe e Monumenti rupestri dell’Etruria meridionale interna: VI – I sec. a.C.


Sabato 14 luglio, alle 17.30, presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte, si svolgerà la conferenza del Prof. Stephan Steingräber, “Tombe e Monumenti rupestri dell’Etruria meridionale interna: VI – I sec. a.C.“.

La conferenza tratterà le origini, la storia delle scoperte e delle ricerche, la diffusione, la tipologia, la cronologia, le decorazioni, gli aspetti sociali e religiosi e i confronti dell’architettura funeraria rupestre nell’Etruria meridionale interna (Blera, San Giuliano, Tuscania, Norchia, Castel d’Asso, Sovana e zona cimina intorno a Bomarzo e Soriano).

Il Prof. Stephan Steingräber, cittadino tedesco, è archeologo classico con specializzazione in archeologia etrusco-italica e in archeologia della Magna Grecia; dottorato nel 1977 (Univ. di Colonia), Habilitation nel 1994 (Univ. di Magonza), Libero Docente di Archeologia Classica presso l’università di Magonza, già Professore ordinario di Archeologia Mediterranea presso l’università di Tokyo, attualmente Professore di Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Università di Roma Tre, circa 200 pubblicazioni in 7 lingue (fra cui 8 monografie), insegnamento e attività didattiche in 3 lingue (tedesco, italiano, inglese) in Germania, Italia, Giappone, Danimarca e negli Stati Uniti, membro di varie accademie in Germania e Italia, cooperazioni internazionali (soprattutto con colleghi ed istituzioni italiani), organizzazione di mostre, convegni e symposia archeologici, esperienza in data-base archeologici, scavi archeologici in Germania e Italia. Attuale progetto di ricerca principale:  il processo di urbanizzazione degli insediamenti etruschi dal tardo villanoviano fino al tardo arcaico (fine VIII – inizio V sec.a.C.).

La conferenza è organizzata in collaborazione con la sezione di Capodimonte del Gruppo Archeologico Romano. Per informazioni: museo.capodimonte@gmail.com, cell. 3391364151.

Comunicato stampa conferenza Steingraeber

Locandina Steingraeber

Rassegna stampa 15/16 giugno 2018


http://www.newtuscia.it/2018/06/15/mondo-dei-pescatori-del-lago-bolsena-nella-nuova-collezione-del-museo-capodimonte/

 

http://www.tusciaweb.eu/2018/06/mondo-dei-pescatori-nella-nuova-collezione-del-mnai/

 

https://www.ontuscia.it/capodimonte/mondo-pescatori-lago-bolsena-270192

 

http://www.lacitta.eu/cronaca/37717-il-mondo-dei-pescatori-del-lago-di-bolsena-nella-nuova-collezione-del-mnai.html

 

http://lazionauta.it/2018/06/i-pescatori-del-lago-di-bolsena-nella-collezione-del-mnai/

Barche derivanti da monòssile: la “naue” di Posta Fibreno


Nel Museo della Navigazione di Capodimonte è esposto il più antico esemplare conservato di “naue” o “nave” del lago di Posta Fibreno (FR). Si tratta di un’imbarcazione dalla struttura molto semplice: il fondo le fiancate e gli specchi sono collegati tra loro da due piccole traverse nel punto in cui inizia la curvatura delle estremità, e da due piccole tavole di rinforzo a metà della fiancata, dove si collega con il fondo. La solidità dello scafo, in assenza di altre strutture portanti, è affidata alle tavole del fondo (funno), delle fiancate e degli specchi (cape).

Nel complesso, quindi, la struttura longitudinale della barca e la mancanza di rinforzi trasversali ci riportano alle imbarcazioni monòssile. D’altro canto in queste zone esiste una duratura tradizione in fatto di monòssile, usate in Ciociaria e nelle Paludi Pontine fino al XX secolo. La “naue” o “nave” di Posta Fibreno mostra anch’essa caratteristiche palustri perché si manovrava con un palo di spinta (palòne), come si fa in acque molto basse, e con un remo, manovrato nello stesso modo.

La denominazione delle varie parti della barca risente del dialetto della vicina Campania, mentre il nome “nave”, secondo Marco Bonino, potrebbe essere il riflesso del latino “navicula” che in modo generico indicava tutte le imbarcazioni di piccole dimensioni, usate soprattutto come traghetti. Anche il nome “cape“, dato alle due estremità a specchio della “nave” postese potrebbe derivare da una denominazione molto antica, considerando l’uso del termine “capitìno” sul lago di Chiusi e di “capiòne” sul Mar Tirreno.

Bibliografia: M. Bonino, “Le imbarcazioni tradizionali delle acque interne nell’Italia centrale: quadro di riferimento e risultati della ricerca“, Quaderni dell’Atlante linguistico dei laghi italiani (ALLI) – I, Firenze 1982, pp. 34-35, scheda 9 (Nave di Posta Fibreno, 1970-1980).

 

 

Disegni di Marco Bonino