Le imbarcazioni monossile italiane: proposta per un catalogo nazionale


di Alessandro Asta

Contributo tratto da Medas S., D’Agostino M., Caniato G. (a cura di) “Archeologia, storia, etnologia navale”. Atti del I Convegno nazionale, Cesenatico – Museo della Marineria (4-5 aprile 2008), Bari 2010

In Italia non esiste ancora un catalogo nazionale delle imbarcazioni monossile (“piroghe”) inteso come successione di schede formulate in base a criteri catalografici moderni. I lavori d’insieme degli anni ’70 e ’80 (Cornaggia Castiglioni 1967; Cornaggia Castiglioni & Calegari 1978; Bonino 1984) necessitano di una revisione per quanto riguarda l’analisi dei contesti di rinvenimento, gli studi morfo-tipologici e cronologici; a ciò si dovrebbe aggiungere una critica puntuale delle tecniche di recupero, restauro, conservazione ed esposizione. Colmando tali lacune si potrebbero finalmente elaborare progetti di ricerca e tutela mirati. Una proposta di catalogazione è stata sviluppata da chi scrive in forma di tesi di laurea presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova (Asta 2002-2003); la base del lavoro è costituita da una griglia di raccolta dei dati che integra le schede di Cornaggia Castiglioni e di Bonino attraverso un confronto con gli studi europei di McGrail ed Arnold (McGrail 1978; Arnold 1995, 1996). La nuova scheda è divisa in tre sezioni comprendenti dati storico-geografici di riferimento (numero progressivo regionale, provincia/comune/anno di rinvenimento in ordine alfabetico-numerico, contesto di provenienza e/o sito archeologico, modalità di rinvenimento ed eventuale recupero, luogo e stato di conservazione), dati tecnico-interpretativi (analisi morfologica e tipologica), dati complementari (analisi di laboratorio, tipo di restauro effettuato, rilievi, documentazione fotografica e bibliografica). Questo complesso di dati, qualora esistente, risulta disperso in cronache di paese, riviste, quotidiani, diari di gruppi archeologici locali, fonti orali, archivi di Comuni e Soprintendenze, pubblicazioni di ambito archeologico, storico, botanico, folkloristico; per questo motivo, il loro inserimento nella griglia sviluppata non ha prodotto una restituzione coerente, se non in alcuni casi dove nuove indagini dirette hanno apportato le conoscenze mancanti, come nel caso veneto (Asta 2006).

In Italia i principali contesti di rinvenimento sono fiumi, laghi, torbiere e valli ferraresi. I reperti fluviali (93), prevalentemente medievali, non sono direttamente riconducibili a siti archeologici bensì alle molteplici attività umane (pesca, trasporto, traghetti, etc.) svoltesi lungo i corsi d’acqua; al contrario, le piroghe lacustri (28) sono state rinvenute in Piemonte, Trentino e Veneto, in stretta associazione con resti di abitati dell’età del Bronzo, mentre nel Lazio con abitati perispondali neolitici (anche se non mancano isolati reperti dell’età del Bronzo. Parte dei rinvenimenti nelle torbiere (50) dell’Italia centro-settentrionale, stadio finale dell’evoluzione di ambienti palustri, sono datate all’età del Bronzo, mentre le imbarcazioni scoperte nelle valli ferraresi (25) sono probabilmente collegabili alle attività svoltesi, tra l’età del Ferro e la piena età romana, lungo canali fluvio-lagunari e corsi d’acqua, ora sepolti, della rete idrografica padana. Delle imbarcazioni catalogate (206) meno della metà sono ora conservate in musei, depositi, centri di restauro e in situ. Le restanti, scoperte tra il 1870 e il 1940, sono andate distrutte soprattutto per la mancanza di sistemi di conservazione del legno umido.

Le analisi radiometriche e dendrocronologiche condotte denotano la continuità di utilizzo delle imbarcazioni monossile dal Neolitico al Medioevo; inoltre le qualità nautiche e la relativa semplicità di costruzione faranno perdurare tali mezzi almeno fino alla fine del XIX secolo, soprattutto in acque interne ma anche in acque costiere (come nel caso degli “zòppoli” triestini, derivati da elementi monossili). Gli scafi datati all’età del Bronzo (9), ad età romana (8) e ad età medievale (15) sono più numerosi. I reperti pre-protostorici (Neolitico, Rame, Bronzo) sono stati rinvenuti esclusivamente in contesti lacustri e torbosi; d’altronde l’idrografia dell’età del Bronzo è sepolta da sedimenti recenti e gran parte dei paleoalvei rimasti sono di età romana, medievale e rinascimentale (Cremaschi 1997). Per il periodo romano si nota una certa omogeneità di presenze nei vari contesti, dovuta anche alla minuziosa organizzazione dei trasporti su acqua in età classica; infine, in età medievale il “fenomoneno-monossile” si espande notevolmente in contesto fluviale, con modalità e funzionalità ancora non del tutto chiare.

Cornaggia Castiglioni elaborò una classificazione delle estremità delle imbarcazioni in 4 tipi generali e 6 sotto-tipi, oltre a definire 3 tipi per la sezione (Cornaggia Castiglioni & Calegari 1978, p. 165). Questo sistema, nonostante la mancanza di elasticità in rapporto al progressivo moltiplicarsi delle caratteristiche morfologiche individuate al raffinarsi degli studi con schemi e codici grafici, è stato utilizzato negli ultimi 25 anni per lo studio di circa 50 imbarcazioni, fra le quali prevalgono le combinazioni prua-poppa con estremità appuntita e la sezione quadrangolare. Con una serie di dati così limitata, sarà opportuno parlare di tendenze piuttosto che di certezze: in parte dei casi, studiati soprattutto da Bonino (Bonino 1982; Bonino 1984), le classi tipologiche possono trovare giustificazione in rapporto ai differenti ambiti di utilizzo; in altri casi, è invece possibile che la funzione giochi un ruolo fondamentale nell’aspetto morfologico. In tali condizioni tracciare una linea di evoluzione delle piroghe italiane è un’operazione forzata, vista anche la consistente distanza cronologica tra i quattro gruppi meglio rappresentati: a) Neolitico (lago di Bracciano); b) Bronzo (torbiere e laghi del nord Italia); c) Romano (fiumi, laghi e valli del Nord Italia); Medievale (fiumi e laghi del Centro e Nord Italia). Potrebbe essere utile, piuttosto, cogliere le caratteristiche d’insieme per ciascuno dei periodi meglio rappresentati, disponendo però di esaurienti schede di dettaglio. E’ difficile, inoltre, valutare se i reperti giunti fino a noi siano il riflesso di tentativi per ottenere dei modelli efficienti oppure se rappresentino standard qualitativi già alti nella produzione cantieristica destinata alle acque interne.

Lo sviluppo degli studi dovrà essere legato ad un progetto di indagine sul territorio nazionale, volto al completamento della documentazione presente nel database e alla sua pubblicazione integrale, con il coinvolgimento delle Soprintendenze competenti, dei gruppi archeologici locali, di professionisti disegnatori, fotografi, restauratori, archeologi e storici navali. E’ necessario, inoltre, poter usufruire di un maggior numero di analisi per la determinazione delle essenze lignee e della cronologia. A ciò devono accompagnarsi restauri, esposizioni e una costante promozione delle pubblicazioni legate alla storia e alla salvaguardia del paesaggio e delle acque.

Bibliografia

Arnold B., 1995, 1996, Pirogues monoxyles d’Europe centrale. Construction, typologie, evolution. Archaéologie neuchateloise, 20, 21.

Asta A., 2002-2003, Le piroghe italiane. Catalogo e studio per una nuova archeologia navale delle origini. Tesi di laurea in Metodologia e Tecnica della Ricerca Archeologica, Università degli Studi di Padova, a.a. 2002-03.

Asta A., 2006, Imbarcazioni e reperti monossili del Museo Archeologico di Padova. Contributo per una revisione critica dei dati. Bollettino del Museo Civico di Padova, XCIV, pp. 77-87.

Asta A., c.s., Le imbarcazioni monossili italiane: stato degli studi e prospettive di ricerca per un catalogo nazionale, in Atti del III Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea (Manfredonia, 4-6 ottobre 2007), Bari.

Bonino M., 1982, Le imbarcazioni tradizionali delle acque interne nell’Italia centrale: quadro di riferimento e risultati della ricerca. Quaderni dell’Atlante linguistico dei laghi italiani, 1.

Bonino M., 1984, Le imbarcazioni monossili in Italia. Bollettino del Museo Civico di Padova, LXXII, pp. 51-77.

Cornaggia Castiglioni O., 1967, Le piroghe preistoriche italiane. Problematica ed inventario dei reperti. Natura – Rivista di Scienze Naturali, LVIII, 1, pp. 5-48.

Cornaggia Castiglioni O. & Calegari G., 1978, Le piroghe monossili italiane. Nuova tassonomia – Aggiornamenti – Iconogragia. Preistoria Alpina, 14, pp. 163-172.

Cremaschi M., 1997, Terramare e paesaggio padano, in Le Terramare. La più antica civiltà padana, a cura di M. Bernabò Brea, A. Cardarelli, M. Cremaschi, Milano, pp. 107-125.

McGrail S., 1978, Logboats of England and Wales, British Archaeological Reports, British Series 51.

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