bellezza@governo.it


Per recuperare i luoghi culturali dimenticati il Governo mette a disposizione 150 milioni di euro. Fino al 31 maggio tutti i cittadini potranno segnalare all’indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare.

L’indirizzo email bellezza@governo.it raccoglie segnalazioni da parte dei cittadini. È sufficiente scrivere qual è il luogo, in che provincia e regione si trova e perché lo segnalate. Il limite previsto per eventuali allegati è di 3MB. E’ possibile segnalare più di un luogo ma utilizzando una email per ogni luogo segnalato, quindi non bisogna segnalare i luoghi d’interesse tutti insieme, ma uno alla volta, mi raccomando!

Vi invito a segnalare il Museo della Navigazione nelle Acque Interne, provincia di Viterbo, Lazio, perché il nostro è un “museo di comunità” che lavora per le persone e con le persone! Abbiamo tanti progetti da realizzare ma non possiamo farlo senza il vostro aiuto, basta inviare una email!

Questo è il dossier che abbiamo inviato al Governo: Segnalazione Museo Navigazione Governo

Ecco il testo che potete utilizzare per la vostra email:

“Sto sostenendo la mobilitazione straordinaria per segnalare il Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte (Lazio – prov. VT) all’iniziativa bellezza@governo.it”.

Inviare l’email indicando in oggetto “Progetto di valorizzazione del Museo della Navigazione di Capodimonte (Lazio – prov. VT)”, entro il 31 maggio all’indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it

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Dalla Notte Europea dei Musei, i progetti, i valori e la missione del nuovo Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte


Ieri, sabato 21 maggio, si è svolta la Notte Europea dei Musei, primo evento ufficiale della mia direzione del Museo della Navigazione nelle Acque Interne. La serata è stata preparata con poco anticipo, dato il mio recente incarico, ma insieme con l’Associazione Archeotuscia – cui il Comune di Capodimonte ha affidato la gestione dei servizi al pubblico del Museo – si è deciso di non perdere l’occasione di essere parte di una importante iniziativa europea, offrendo già una prima dimostrazione delle risorse che questo piccolo ma prezioso Museo possiede per arricchire la vita culturale e sociale dei Capodimontani e dei centri vicini.

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Foto di Giuseppe Bellucci, Laura Patara e Francesca Pontani

Nonostante il poco tempo a disposizione per preparare l’evento, abbiamo ricevuto la visita di un cospicuo numero di ospiti che ci hanno raggiunto anche da Viterbo e da altri centri, come Barbarano Romano e Vetralla. Dopo una visita guidata, abbiamo dato inizio alla proiezione del documentario di Ebe Giovannini, presente all’evento, e di Maurizio Pellegrini, “L’ultimo mastro d’ascia. Viaggio nelle memorie”, che racconta, attraverso la voce degli artigiani e dei pescatori, una delle più antiche tradizioni del Lago di Bolsena: la costruzione delle tipiche barche da pesca in legno che fino a non molti anni fa, prima dell’avvento sul mercato delle barche in resina, erano un’attività esclusiva del mastro d’ascia Luigi Papini, protagonista del documentario. Grazie alla generosa collaborazione di Luca e Mauro Baffo, anche alcune immagini inedite sul recupero della piroga preistorica, messe a disposizione da Dario Rossi, sono state assemblate e mostrate per la prima volta al pubblico, poco prima della proiezione del documentario.

L’adesione della comunità locale alla Notte Europea dei Musei è stata motivo di grande soddisfazione e ho avuto una nuova conferma, dopo la buona partecipazione alle prime due “riunioni aperte” organizzate in quest’ultimo mese, che il mio progetto di gestione, basato sulla partecipazione collettiva e sulla coproduzione di contenuti culturali, è un obiettivo raggiungibile. Come ho avuto occasione di accennare ieri, durante un breve e non previsto discorso a braccio, sto lavorando, insieme con l’Associazione Archeotuscia, alla creazione di un “museo di identità” o di “comunità”, una delle forme più moderne ed evolute di museo che meglio risponde alle esigenze della società contemporanea e che ben si adatta alla naturale vocazione del Museo della Navigazione nelle Acque Interne, incentrato su una tematica che lo pone spontaneamente in relazione con la propria comunità e con le tradizioni storiche ed etnografiche dei capodimontani ed anche dei centri vicini, in particolare del comprensorio meridionale del Lago di Bolsena.

Il Museo è basato su un progetto museologico e museografico di alto livello scientifico che deve in ogni modo essere conservato, valorizzato e potenziato. Lo faremo con passione e dedizione, con l’aiuto di tutti, organizzando spesso delle “riunioni aperte” cui si potrà liberamente partecipare per parlare insieme dei progetti, fare proposte, dare dei suggerimenti. Sono fiduciosa di poter realizzare questo grande progetto comune, perché sono convinta, come affermava il museologo americano Stephen Weil, che “senza valore sociale, un museo è nulla”, e noi vogliamo, invece, che il Museo della Navigazione si metta in luce sotto tutti gli aspetti, tanto quello scientifico quanto quello sociale, inclusivo ed educativo. Le idee ci sono e stiamo iniziando a lavorare ai primi progetti, grazie alla collaborazione di studiosi e tecnici che si sono messi a disposizione del Museo.

Ringrazio il Sindaco di Capodimonte, Mario Fanelli, il vicesindaco Vanda Cardarelli e l’Assessore alla Cultura Angela Catanesi, insieme a tutta la Giunta comunale, per la fiducia e l’incoraggiamento. Un ringraziamento particolare al Presidente di Archeotuscia, Raffaele Donno, e al vicepresidente Luciano Proietti, per la forte intesa e l’identità di vedute, e ai Presidenti delle Associazioni “Amici del Presepe Subacqueo”, Renato Pizzicchetti, e “La Porticella”, Georg Wallner, che si stanno già dimostrando preziosi alleati, con i loro soci e collaboratori, per la creazione di un Museo che non resti circoscritto entro le sue mura ma che si renda un punto di riferimento fondamentale per la vita culturale e sociale del territorio e, simultaneamente, un centro di studi altamente specializzato sul tema della navigazione nelle acque interne.

Caterina Pisu

Direttore del Museo della Navigazione nelle Acque Interne

Notte Europea dei Musei: apertura serale del Museo della Navigazione nelle Acque Interne


Comunicato stampa Notte dei Musei

Notte Europea dei Musei

Sabato 21 maggio 2016, ore 20.00-21.30

In occasione della Notte Europea dei Musei, presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne, Capodimonte, si annuncia un evento speciale, con apertura serale al pubblico. Il programma prevede la proiezione del documentario di Maurizio Pellegrini ed Ebe Giovannini, “L’ultimo Mastro d’Ascia – Viaggio nelle memorie”, un prezioso filmato incentrato sulla testimonianza di Luigi Papini, maestro d’ascia di Bolsena, l’ultimo artigiano ad aver costruito le tipiche barche in legno del Lago di Bolsena, di cui si può vedere una sua opera esposta all’interno del Museo della Navigazione.

Nel corso della serata saranno proiettate anche alcune immagini inedite, gentilmente messe a disposizione da Dario Rossi, che documentano i giorni del rinvenimento della piroga preistorica rinvenuta nei fondali del Lago di Bolsena nel 1989, attualmente conservata nel museo.

L’ingresso è libero e nel corso della serata sarà possibile partecipare a una visita guidata gratuita del museo, condotta dalla Direttrice, Dott.ssa Caterina Pisu.

Nella Sala Fanelli sarà allestito un rinfresco per tutti i partecipanti.

Per informazioni: museo.capodimonte@gmail.com

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La più antica piroga svedese


Tra il 2010 e il 2011, una nuova analisi sulla piroga svedese “Byslättskanoten” ha rivelato che l’imbarcazione è più antica di quanto si fosse pensato finora. La datazione con metodo del Carbonio 14 ha dimostrato che risalirebbe alla tarda età del Bronzo, mentre finora si pensava che fosse del periodo vichingo o comunque non più antica dell’età del Ferro.

La piroga era stata rinvenuta nel 1930, a Horred, nel comune di Mark (Svezia sud-occidentale) ed era già un reperto raro per il fatto di essere stata ricavata dalla corteccia di un albero, più precisamente un olmo, una tecnica che non trovava riscontri in nord Europa, come ha affermato l’archeologo navale Staffan von Arbin del Museo di Bohuslän. Quando è stata rinvenuta aveva una lunghezza di 3,5 metri, ma si sono potuti conservare solo 2,5 metri di corteccia.

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Fonte: Markbladet

La sorpresa della datazione più antica, che la renderebbe ora l’unica imbarcazione dell’età del Bronzo in Svezia, è avvenuta per caso, grazie ad uno studente di archeologia navale che aveva necessità di una nuova datazione per la stesura di un saggio, dato che al momento del rinvenimento, nel 1930, questo metodo di datazione non era ancora disponibile.

Ora anche le incisioni rupestri di barche, risalenti a quell’epoca, potranno essere studiate con questo nuovo importante elemento che riguarda le tecniche di costruzione utilizzate. Gli studiosi ritenevano che potesse trattarsi di barche realizzate in pelle o con tavole di legno, ma ora si dovrà prendere in considerazione anche l’ipotesi che fossero piroghe di corteccia. Per avere un’idea di questo tipo di barche si può fare un confronto con le barche di corteccia degli Indiani del Nord America.

Non si sa se la piroga sia stata utilizzata solo per la navigazione sul fiume Viskan o anche in mare. La rara imbarcazione si trova presso il Göteborg City Museum dal 1934.

Fonti:  Canoeing Daily, Markbladet