Un libro per Capodimonte


Rosella Di Stefano dedica a Capodimonte il suo libro, “Capodimonte. Guida alla scoperta”, frutto di approfondite ricerche storiche e di studi sulle tradizioni locali, scritte e orali

copertina

Ho avuto il piacere di essere invitata, sabato 30 luglio, presso la Cascina, alla presentazione del libro di Rosella Di Stefano, “Capodimonte. Guida alla scoperta”, edito da Annulli. Dopo aver conquistato la mia copia autografata, mi sono subito immersa nella lettura del piccolo ma sostanzioso volume che, come ha ben evidenziato l’editore, Giuseppe Annulli, riflette non solo la personalità di Rosella, ma anche il suo profondo affetto per questa piccola, meravigliosa cittadina affacciata sul lago. Lungi da me il voler fare una banale retorica, posso dire che la commozione di Rosella nel raccontare il suo speciale rapporto con Capodimonte mi ha veramente colpita e, sebbene io mi sia stabilita qui da poco più di un mese, ne posso condividere la trepidazione che nasce dalla speranza che questo gioiello fragilissimo, questo mondo incontaminato fatto di storia, di tradizioni, di paesaggi e di vite reali, non sia rovinato per sempre da scelte sbagliate; che si punti, cioè, più sul recupero dell’esistente piuttosto che sulla costruzione di nuovi edifici, più su un turismo ecosostenibile e responsabile piuttosto che su quello di massa. Basta veramente poco perché ciò di cui oggi siamo orgogliosi, domani non sia più riconoscibile. Dalla conoscenza nasce la consapevolezza e questo è il motivo per cui il lavoro di ricerca compiuto da Rosella è estremamente importante. L’Autrice non ha compiuto solo un lavoro di ricerca bibliografica e di selezione delle fonti e dei principali documenti che riguardano la storia di Capodimonte, ma si è impegnata personalmente nel difficile compito di recupero delle fonti orali, parlando con i capodimontani e con gli abitanti delle zone limitrofe, ricostruendo il ricordo di antiche tradizioni che talvolta solo i più anziani ormai possiedono ancora. Il suo lavoro sulla “memoria collettiva” è probabilmente ciò che di più prezioso Rosella poteva regalare ai capodimontani e sono certa che molti lo capiranno e lo apprezzeranno.

Premesso ciò, è chiaro che “Capodimonte. Guida alla scoperta”, non può essere considerata una semplice guida turistica, ma molto di più. E’ un libro che racchiude l’essenza stessa di Capodimonte e che riesce efficacemente a farla comprendere anche a chi non appartiene a questa comunità. Il volume si suddivide in 14 capitoli, introdotti dalla presentazione del Sindaco Mario Fanelli e dalla premessa dell’Autrice, e si chiude con una ottima bibliografia e sitografia. Tra un capitolo e l’altro si aprono anche degli utilissimi box di approfondimento, evidenziati dal colore blu, che arricchiscono la già esaustiva esposizione. Il primo capitolo è dedicato all’illustrazione del territorio dal punto di vista geografico e geomorfologico; segue la descrizione dei principali punti di attrazione storici e artistici del centro storico e altre zone di interesse culturali e naturalistiche di Capodimonte. Rosella si è soffermata su alcuni personaggi che si legano alla storia della cittadina lacustre: da Giulia Farnese, detta “la bella”, a Pedro Gonzalez, colui che avrebbe dato origine alla fiaba de “La bella e la bestia”, dal principe polacco Stanislaw Poniatowski al medico Biagio Cesetti.

Sono stata felice di trovare nel libro un paragrafo molto curato e dettagliato sul Museo della Navigazione nelle Acque Interne, corredato da belle fotografie, segno dell’attenzione e dell’interesse con cui l’Autrice segue le attività del piccolo museo comunale.

Un capitolo a sé stante, inoltre, è stato dedicato a Bisenzo e all’Isola Bisentina, la cui importanza storica e archeologica è tale da meritare un maggior approfondimento, e nella stesura del quale l’Autrice ha citato anche le attuali ricerche archeologiche guidate da Andrea Babbi (Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz), che si stanno svolgendo sul Monte Bisenzo dal 2015. Queste ricerche potranno dare finalmente il giusto rilievo a un sito etrusco e pre-etrusco che per troppo tempo è rimasto nell’ombra e che meriterebbe di essere maggiormente conosciuto e compreso anche dai non specialisti.

Nel volume si prosegue, quindi, con la descrizione delle attività economiche locali, dei prodotti tipici e delle tradizioni gastronomiche che Rosella ha anche voluto sperimentare personalmente insieme al suo compagno Giancarlo Napoli, ingegnere, che l’ha sostenuta e incoraggiata in questa impresa letteraria. Chiudono il volume il capitolo delle tradizioni, feste popolari e sagre, e l’appassionante capitolo sui proverbi, modi di dire, canti, poesie e leggende, grazie al quale scopriamo che Capodimonte ha un suo inno di cui Rosella non solo ha riportato il testo completo, ma che ha anche voluto intonare al termine della presentazione del suo libro, accompagnata dai molti capodimontani che affollavano la sala convegni della Cascina. Completano il volume le utili indicazioni sulle associazioni locali, culturali e sportive, sulla pesca e la navigazione nel Lago di Bolsena, e sulle strutture ricettive. Bellissime le fotografie che corredano il libro e che rendono la lettura ancora più piacevole, interessante e distensiva.

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4 thoughts on “Un libro per Capodimonte

  1. Giuseppe Annulli 2 agosto 2016 / 16:15

    Complimenti per l’ottima recensione che condivido nei contenuti e nella “mission”. Credo che il Museo potrà giovarsi del suo lavoro e del nostro modesto contributo alla valorizzazione e salvaguardia di questo per noi straordinario territorio

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    • Caterina Pisu 2 agosto 2016 / 18:26

      La ringrazio molto. Farò tutto ciò che è nelle mie possibilità affinché il Museo possa diventare un punto di riferimento per la cultura di Capodimonte e un luogo di incontro per tutti. Il Vostro apporto è e sarà preziosissimo!

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      • Rosella Di Stefano 3 agosto 2016 / 16:51

        Sono sinceramente grata a Caterina Pisu per questa bellissima recensione che ha saputo cogliere “l’anima” del mio libro e che ha evidenziato così bene le fragilità e le potenzialità di Capodimonte. Come ha detto Giancarlo Napoli la sera della presentazione, se tutti noi, che siamo solo di passaggio in questa vita, lasciamo questo meraviglioso territorio migliore di come lo abbiamo trovato, allora potremo dire di aver dato il nostro contributo alle future generazioni.

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      • Caterina Pisu 10 agosto 2016 / 12:25

        Sono assolutamente d’accordo. Mi auguro che insieme si possa collaborare affinché questo auspicio possa diventare realtà!

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