Storia della legislazione sulla pesca nel Lago di Bolsena


Domenica 2 aprile, alle 17.30, presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne, Capodimonte, si svolgerà la conferenza del Prof. Antonio Quattranni, “La legislazione sulla pesca nel Lago di Bolsena dal Medioevo all’Età Moderna”.

Conferenza Prof. Quattranni locandina-page-001L’argomento riveste particolare interesse anche in considerazione dei temi di attualità relativi all’attività peschereccia nel lago di Bolsena e alla sua valorizzazione attraverso le disposizioni dei programmi dell’Unione Europea che interessano la comunità dei pescatori del lago. L’approfondimento delle varie fasi storiche attraverso cui si sono evolute le norme giuridiche sulla pesca consente un’opportunità di confronto con il passato che offre spunti utili anche per il presente. Partendo dalle impostazioni generali originate dal mondo romano sul diritto di libera pesca, si giunge all’epoca medievale in cui prevalgono disposizioni e consuetudini locali che resteranno quasi immutate sino all’epoca moderna.
Particolarmente interessante la fase di passaggio alla fine dell’Ottocento dallo Stato pontificio al Regno d’Italia, periodo che costituisce anche l’affermarsi della gestione sempre più burocratica dell’esercizio della pesca.

Ingresso libero e gratuito.

Il Relatore:

Il Prof. Antonio Quattranni, nativo di Bolsena, laureato in Lettere presso l’Università di Perugia, è insegnante e pubblicista. È stato membro del comitato scientifico del Museo Territoriale del Lago di Bolsena, del quale ha collaborato alla sezione sulla pesca e ha curato le iniziative sulla didattica dei beni culturali. È stato co-direttore della rivista “Biblioteca & Società”. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sulla storia e l’antropologia della Tuscia e sulla didattica del territorio.

Pane e farine: storia e antropologia della panificazione


“…La terra, la bellezza, l’amore, tutto questo ha sapore di pane.”

(Ode al Pane, Pablo Neruda)

Locandina pane e farine

Il pane è uno degli alimenti più ricchi di significati, di funzioni e di valenze culturali, nella nostra e nelle altre culture. Se ci spingiamo al di là dell’idea che sia un alimento che si ottiene mescolando acqua e farina, lasciato più o meno a lievitare, e poi cotto scopriremo che il pane porta con sé memorie, valori simbolici, tradizioni che vanno oltre al semplice sfamare il corpo: il pane sfama anche lo spirito. E’ questa la sua peculiarità: essere al tempo stesso cibo e segno. Conoscere il pane implica quindi imparare quali sono le sostanze di cui è fatto, le tecniche e i saperi necessari alla sua produzione e al suo consumo e, infine, le reti di relazioni sociali e i significati culturali che caratterizzano le tante forme che assume.

La storia di questo alimento ci narra di tecniche di panificazione già presenti nel Neolitico, anche quello che interessa la regione laziale, dove i cereali più usati, l’orzo e il miglio, davano vita ai pani più antichi, quelli azzimi, non lievitati. Solo durante l’età del Bronzo compaiono altri due cereali: la segale e l’avena. Dovremo aspettare gli egiziani (che Ecateo di Mileto chiama “mangiatori di pane”) per veder nascere il pane secondo l’usanza mediterranea che lo vuole lievitato, e a diffondere l’invenzione del lievito in tutto il Mare Nostrum. In questo sua viaggio, nella storia e nella geografia, il pane cambierà ingredienti, forme e usi, attraverserà rivolgimenti sociali e di costume, rimanendo sempre centrale nella simbologia e nell’alimentazione delle culture mediterranee. Contribuendo, di fatto, a creare quell’identità culinaria mediterranea, che ci permette di riconoscerci in un codice alimentare con tutte le sue regole e i suoi tabù.

Il pane rappresenta per l’uomo il riscatto dalla fame ma anche la capacità di dominare la natura. Nella civiltà contadina il pane è il simbolo per eccellenza dei cicli stagionali e si inserisce in tutta quella serie di riti che servono a riscattare da quel senso di insicurezza e precarietà su cui si basava il vivere quotidiano. Al tempo stesso non si può non riportare l’importanza che questo rivestiva nel consumo comunitario del pasto, nella necessità di dividerlo e di offrirlo agli altri, di scambiarlo, di ostentarlo per affermare posizioni di prestigio sociale. La presenza di questo alimento all’interno degli eventi festivi e cerimoniali ne attesta le valenze magiche e simboliche, tanto da divenire offerta votiva, dono o talismano.

La Relatrice

Lucia Galasso, laureata in Antropologia culturale, è stata segretario Nazionale di Antrocom Onlus, associazione di ricerca e di divulgazione antropologica. E’ stata Direttore scientifico del Museo della Civiltà Contadina e dell’Ulivo di Pastena (FR) ed esperta, per l’antropologia, del MNAO (Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci di Roma). Specializzata nello studio dell’evoluzione culturale, dell’antropologia alimentare e della storia delle religioni. Gestisce il sito evoluzioneculturale.it dove tratta argomenti di pertinenza alimentare ed evolutiva. Come consulente si occupa di museologia e catalogazione di beni DEA materiali e immateriali, con particolare attenzione ai temi dell’alimentazione tradizionale, e all’organizzazione di eventi correlati, sia nel settore pubblico che privato. Collabora e ha collaborato con varie testate e associazioni nazionali ed europee nel campo della cultura dell’alimentazione. Come ricercatrice ha pubblicato vari articoli scientifici, in Italia e all’estero, e partecipato come relatrice a convegni e programmi televisivi.

Conferenza dello storico Roberto Zapperi a Capodimonte


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Domenica 26 marzo, alle 17, presso la sala convegni della Cascina, via della Cascina, si svolgerà la conferenza del Prof. Roberto Zapperi, I “Pelosi” a Capodimonte. Storia di una ricerca. Introduce la Prof.ssa Rosella Di Stefano, autrice del volume “Capodimonte. Guida alla scoperta”.

All’inizio del Seicento nel castello di Capodimonte, dimora farnesiana, venne ad abitare in vecchiaia Pedro Gonzalez, un uomo sensibile e colto ma affetto da una rarissima malattia, l’ipertricosi, che conferisce a chi ne soffre un inquietante aspetto animalesco. Con ogni probabilità Pedro e sua moglie Catherine ispirarono la favola “La Bella e la Bestia”, che spopolò in Europa dalla seconda metà del Cinquecento. La storia incredibile della sua vita è stata oggetto di ricerca dello scrittore e storico di fama internazionale prof. Roberto Zapperi, che domenica 26 marzo ci racconterà la sua lunga e faticosa ma avvincente ricerca su Pedro e la sua famiglia.

Il Relatore:

Roberto Zapperi è uno storico e antropologo. Ha fatto parte per molti anni della redazione del Dizionario Biografico degli Italiani. Dal 1981 al 1991 ha curato la sezione storico-antropologica della Bibliotheca Biographica, edita dall’Istituto della Enciclopedia italiana. Nel 1984 e 1989 e’ stato Directeur d’études presso l’ Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (Parigi), nel 1998 fellow del Wissenschaftskolleg zu Berlin e nel 2001 Warburg-Professor, presso la Warburg-Haus, (Hamburg). Nel 2008 e’ stato Gastprofessor (Visting Professor) presso la Eidgenössische Technische Hochschule (ETH) di Zurigo. E’ socio corrispondente della “Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung” di Darmstadt. Dal 1992 collabora abitualmente alle pagine culturali della Frankfurter Allgemeine Zeitung.

“Didone ed Enea”, l’opera britannica al Museo della Navigazione


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A Capodimonte il Museo della Navigazione apre ancora una volta le sue porte a tutti coloro che desiderano assistere ad un evento di cultura musicale. Sabato 18 marzo, infatti, nell’ambito del ciclo MusicAlMuseo – incontri periodici e note storiche a cura della dott.ssa Maria Morena Lepri – presso la Sala Convegni del Museo della Navigazione di Capodimonte, viale Regina Margherita (lungolago), sarà proiettata l’opera “Didone ed Enea”, un’opera lirica in tre atti, capolavoro assoluto del melodramma britannico, rappresentato per la prima volta a Chelsea nel 1689. E’ un’opera di piccole dimensioni, di poco più di un’ora, su un libretto di Nahum Tate e musiche di Henry Purcell, grande compositore inglese di musica barocca.

L’occasione è preziosa per gli amanti della musica e dell’opera lirica, vista l’alta qualità artistica e professionale dell’iniziativa, fortemente voluta dalla direzione del Museo della Navigazione e dall’Amministrazione comunale di Capodimonte nel proprio ricco programma settimanale di eventi culturali.

La proiezione avrà inizio alle 17. L’ingresso è libero e gratuito.

Per informazioni:

Dott.ssa Maria Morena Lepri

marzemina@gmail.com

cell.: 3465312753

Il Museo della Navigazione si arricchisce di un nuovo pannello


Il Museo della Navigazione di Capodimonte si arricchisce di un nuovo pannello, collocato questo pomeriggio nella Sala della Piroga, dedicato ai siti e ai reperti archeologici del Lago di Bolsena.

Il pannello è stato generosamente donato dalla Prof.ssa Rosella Di Stefano. Si ringrazia il Dott. Pietro Tamburini per la consulenza scientifica.