MusicAlMuseo: “Spiegar la voce!”, un ciclo di quattro seminari gratuiti sul benessere vocale


presentazione MusicAlMuseo

Venerdì 28 aprile, alle 16.30, la dott.ssa M. Morena Lepri darà inizio al ciclo di quattro seminari dedicato al “benessere vocale”. Dopo il successo dell’incontro introduttivo si entra, ora, nel vivo delle varie tecniche che ci consentiranno di utilizzare al meglio la nostre voce. Questi consigli sono validi per ciascuno di noi nella vita quotidiana, ma maggiormente per chi usa molto la voce, come gli insegnanti e chiunque svolga attività a contatto con il pubblico.
Questi sono gli argomenti che verranno trattati durante i seminari:

LA NOSTRA VOCE IL FIATO Naturale Sostegno della Voce – Respirazione Diaframmatica
POSTURA CORPOREA E POSTURA D’ASCOLTO – INSPIRAZIONE ESPIRAZIONE
ESERCIZI E RISCALDAMENTO – VOCE AEREA E VOCE OSSEA – RISUONATORI
IL TIMONE DELLA VOCE – ORGANI DELLA FONAZIONE – VOCE E SPAZIO
CONSONANTI E VOCALI – FONETICA E SCIOGLILINGUA – PAROLA ERESPIRAZIONE…COME COORDINARE
VOCI COMUNI – “D’ALTRE VOCI” – IGIENE VOCALE – VOCE SANA VOCE A RISCHIO
VOCE … SUL PUNTO FOCALE
COME MANTENERE IL BENESSERE VOCALE CONQUISTATO

E’ gradita la prenotazione. I seminari sono gratuiti.

Per informazioni: Dott.ssa M. Morena Lepri, marzemina@gmail.com oppure cell. 3465312753.

I seminari si svolgeranno presso la sala convegni del Museo della Navigazione, lungolago di Capodimonte (cell. 3391364151).

Tutte le strade partono da Roma?


I musei del territorio: il Museo dell’Agro Veientano a Formello”.

Sabato 29 aprile, alle 17.30, prConferenza Iefke Van Kampen-page-001esso il Museo della Navigazione di Capodimonte, l’archeologa Iefke van Kampen, direttrice del Museo dell’Agro Veientano, Comune di Formello, illustrerà la conferenza “Tutte le strade partono da Roma? I musei del territorio: il Museo dell’Agro Veientano a Formello”.

L’allestimento definitivo del Museo dell’Agro Veientano è stato inaugurato lo scorso dicembre 2016. Il Museo illustra tutte le fasi della storia del territorio dall’età del bronzo all’età del ferro fino al periodo etrusco della città di Veio; segue poi l’epoca romana a partire dalla presa della città di Veio nel 396 a.C. e tutte le fasi successive fino al ‘600. I reperti provengono da tutto l’Agro compreso tra il Comune di Formello e il XV Municipio di Roma.

Il nuovo Museo è nato con l’obiettivo di far conoscere storia del territorio di Veio con modalità innovative, proiettando il visitatore in un’esperienza coinvolgente e stimolante.

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Iefke van Kampen

Olandese di nascita, Iefke van Kampen ha completato i suoi studi in Italia, laureandosi in Etruscologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. E’ stata cultore della materia per la Cattedra di Etruscologia e Archeologia italica nella stessa Università. La specializzazione, prima in Archeologia e poi in Museologia e in Museografia, e il dottorato di ricerca, l’hanno condotta a compiere molti viaggi di studio in Italia e all’estero. Ha partecipato a scavi archeologici a Veio, a Roma e in altre parti d’Italia. Ha curato molti eventi, iniziative e mostre temporanee per il Museo dell’Agro Veientano, ed è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche.

L’ingresso alla conferenza è libero e gratuito.

Per informazioni: museo.capodimonte@gmail.com, cell.: 3391364151.

 

Gli eventi della settimana al Museo della Navigazione


Grande settimana di eventi culturali al Museo della Navigazione. Si inizierà giovedì 20 aprile, alle 17, con la proiezione del balletto di Maurice Bejart, “The Nutcracker”. Presenta il musicologo Prof. Alberto Pélissier. Sabato 22 aprile, alle 17, conferenza del giovane archeologo Dott. Mattia Bischeri, sul tema “La ‘scoperta’ di Bisenzio: gli scavi Paolozzi/Brenciaglia del 1884-1885”. Domenica 23 aprile, alle 17, si parlerà ancora del patrimonio archeologico di Bisenzio con la conferenza del Dott. Armando Cherici dal titolo “L’alba della società etrusca narrata dal carrello bronzeo di Bisenzio”.

Comunicati stampa:

ComunicatoStampaCherici

ComunicatoStampaBischeri

ComunicatoStampaPélissier

Una guida Blue Lion per il Museo della Navigazione


Siamo molto lieti di annunciare che è ora disponibile la guida del Museo della Navigazione per i-phone e i-pad, scaricabile gratuitamente da questo link: https://itunes.apple.com/ca/app/museo-della-navigazione-di-capodimonte/id1213523548?mt=8 .
La guida è in italiano e in inglese ed è stata realizzata per le Blue Lion Guides dalla società francese Mobile Itineraries SARL che produce numerosi contenuti per il turismo e la cultura, in particolare per i musei e le istituzioni culturali.
I testi sono della dott.ssa Caterina Pisu, direttrice del Museo della Navigazione, con un contributo della studiosa di storia farnesiana, prof.ssa Felicita Menghini, dedicato all’Isola Bisentina e alla sua storia.
Il Museo della Navigazione è il terzo museo italiano che è stato incluso nelle Blue Lion Guides: negli anni scorsi erano state realizzate altre due app per il Museo delle Maschere di Mamoiada (NU) e per il Civico Museo Setificio Monti di Abbadia Lariana (LC).
Grazie ad Antonio Ca’ Zorzi, fondatore e Chief Executive Officer della Blue Lion Guides/Mobile Itineraries SARL, che ci ha generosamente offerto questo utilissimo servizio!
Applicazione Blue Lion Museo della Navigazione

Archeologia sperimentale: ricostruzione di due piroghe dell’età del ferro nel Somerset, Regno Unito


Nella regione del Somerset, Regno Unito, è stato realizzato un progetto di archeologia sperimentale finalizzato alla costruzione di due piroghe monossile dell’età del ferro. Per la realizzazione della prima piroga, in legno di quercia, il modello di riferimento è stato una piroga rinvenuta nel 1906 a Shapwick, ora esposta nel Museo di Somerset. Per dare maggiore stabilità l’imbarcazione è stata dotata di un bilanciere.

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La piroga di Shapwick. Immagine tratta da avalon-archaeology.com

La seconda piroga è stata ricavata da un tronco di faggio. La forma deriva da un esemplare rinvenuto presso il Glastonbury Lake Village.

In questo video della BBC è stato ripreso il momento del varo della piroga.

Qui il video che mostra la costruzione della replica di Shapwick.

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La ricostruzione della piroga di Shapwick

Ulteriori informazioni sul Glanstonbury Lake Village.

 

Looters of the Gods (ladri di dei)


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Looters of the Gods, del regista Adolfo Conti, è un film sul ruolo indiretto giocato da molti dei più prestigiosi musei del mondo nel commercio illecito di antichità. I grandi musei di America ed Europa sono sul banco degli imputati. Attraverso storie inedite e testimonianze, il documentario/inchiesta rivela il ruolo svolto da questi istituti nel traffico internazionale di opere d’arte e nel saccheggio del patrimonio artistico mondiale. Il mercato illegale di opere d’arte è un business di proporzioni enormi, un traffico criminale il cui valore monetario è secondo solo al traffico di droga. Somme da capogiro passano di mano in mano tra i tombaroli, intermediari e grandi operatori internazionali, mentre le banche compiacenti nascondono a loro volta i reperti archeologici di inestimabile valore, privandoli per sempre della loro identità e della storia.

Looters of the Gods si sviluppa come un giallo strutturato su due piani narrativi. La prima storia è un’indagine che ricostruisce e approfondisce tutti gli aspetti di questa rete illegale e riassume la situazione attuale. Per anni, pubblico ministero Paolo Ferri ha combattuto il mercato dell’arte clandestina. Lui è lo stratega di questa battaglia combattuta in tutto il mondo e ci rivela i più importanti segreti relativi alle sue indagini.

La seconda storia racconta un fatto rivelato da Nikolas Zirganos, un giornalista greco che ha indagato i casi più scottanti in varie parti del mondo. Zirganos è famoso soprattutto per uno scoop del 2005, che è emerso quasi per caso, quando un suo amico che lavorava per l’Interpol lo mise al corrente di un caso sensazionale: un file contenente documenti e fotografie riguardo una preziosa corona d’oro, probabilmente rubata da uno scavo clandestino nella Grecia settentrionale. il recupero di un antico capolavoro, una corona d’oro, considerata la più bella realizzazione dell’arte orafa greca classica, ed anche la più preziosa per i tombaroli che la vendettero al Getty per un milione e mezzo di dollari!

Informazioni

Una co-produzione ERT/SVT  in associazione con La Storia Siamo Noi, NRK, CyBC, TV3, RSI  e la partecipazione di PLANETE, con il supporto di MEDIA Programme of the European Union e il MIBAC – Ministero per I Beni e le Attività Culturali

Credits

Regia di Adolfo Conti

Prodotto da Amalia Carandini

Produttore associato, Ilaria Sbarigia

Direttore della fotografia and editing, Eugenio Persico

Musiche originali di Fabrizio Romano

Premio speciale della Giuria al Festival international du film d’archéologie (Nyon  2011)

Premio Città di Rovereto – Archeologia Viva at Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico  (Rovereto 2011)

Premio speciale al Festival international du Film Archéologique (Bruxelles 2011)

Bisenzio sul lago di Bolsena: il territorio, l’insediamento, le necropoli. Conoscenze pregresse e nuove ricerche


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Mercoledì 12 aprile, a Viterbo, presso l’Università della Tuscia, (Largo dell’Università snc (Loc. Riello, Edificio ex Beni Culturali, Blocco V, Aula 9), dalle 9 alle 11, si svolgerà la conferenza del Dr. Andrea Babbi, ideatore e coordinatore del Progetto Bisenzio, del quale avrà inizio a breve la terza campagna di ricerche.

Il Dr. Andrea Babbi, che illustrerà il quadro delle ricerche finora effettuate e gli obiettivi futuri del Progetto Bisenzio, è ricercatore presso la Sezione di Preistoria del Leibniz Forschungsinstitut für Archäologie del Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz (RGZM).

Titolo della conferenza: Bisenzio sul lago di Bolsena: il territorio, l’insediamento, le necropoli. Conoscenze pregresse e nuove ricerche.

Il Progetto Bisenzio si svolge dal 2015 nel territorio di Capodimonte grazie al sostengo economico della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) e al fondamentale supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

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Andrea Babbi

In questi primi due anni è stato grande il riscontro e l’apprezzamento che il Progetto Bisenzio ha ottenuto non solo presso la comunità scientifica ma anche presso i capodimontani, partecipi in gran numero alle relazioni finali aperte al pubblico che il Dr. Andrea Babbi ha sempre curato al termine di ogni campagna di ricerca e alle quali, lo scorso anno, ha aggiunto anche le attività didattiche rivolte alle scuole. In ogni circostanza il Museo della Navigazione nelle Acque Interne ha aperto le sue porte per accogliere queste importanti iniziative che ci permetteranno di venire a conoscenza dei nuovi tasselli che la ricerca sta aggiungendo alla storia di Bisenzio.

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Il Monte Bisenzio (foto tratta da http://www.meteomarta.altervista.org

 

 

Dal Tevere al grande lago


La deportazione dei Volsiniesi dopo la distruzione di Velzna e il saccheggio del Fanum Voltumnae

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Sabato 8 aprile, alle 17, presso il Museo della navigazione nelle acque interne di Capodimonte, si svolgerà la conferenza del Dott. Pietro Tamburini, direttore del Museo territoriale del lago di Bolsena e coordinatore del Sistema museale del lago di Bolsena (SiMuLaBo).

L’incontro verterà sulla storia della conquista e della distruzione dell’ultima metropoli etrusca indipendente, Velzna (in latino Volsinii), arroccata sull’inespugnabile (o quasi) rupe di Orvieto. Nella prima parte si tratterà del casus belli (individuato dalle fonti antiche in una sorta di rivoluzione ante litteram dell’ordine politico e sociale promossa dalle classi subalterne) e di quali furono, invece, le vere ragioni alla base dell’intervento militare romano (il controllo delle vie di comunicazione e le enormi ricchezze conservate nel santuario federale degli Etruschi).

La seconda parte sarà dedicata alle conseguenze – piuttosto singolari per l’epoca – che seguirono l’intervento romano, la deportazione dei superstiti (documentata, oltre che dalla testimonianza dell’epitomatore Zonaras, anche da varie e significative tracce archeologiche) e la resurrezione di Velzna, semplicemente “spostata” dopo il 264 a.C. dal distretto fluviale al distretto lacustre dell’antico territorio volsiniese, secondo una modalità di conquista e di pacificazione territoriale che, due decenni dopo (nel 241 a.C.), i Romani avrebbero applicato anche nei confronti della capitale dei Falisci, Falerii, l’odierna Civita Castellana.

IL RELATORE:
Pietro Tamburini è direttore scientifico del Museo territoriale del lago di Bolsena dal 1991 e dal 2001 coordina il Sistema museale del lago di Bolsena. Nel 2006 ha assunto anche l’incarico di direttore della Biblioteca comunale di Bolsena. Svolge incarichi di libera docenza sia di archeologia sia di museologia presso varie università. E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche, tra cui dieci monografie, con particolare riferimento agli ambiti della protostoria, dell’etruscologia, dell’archeologia romana, della storia medievale e della museologia.