1 maggio al museo con la Cannaiola di Papa Martino IV


Mercoledì 1 maggio il museo sarà aperto dalle 9.30 alle 13.00. Per l’occasione, dalle 11 alle 12 offriremo a tutti i nostri Visitatori un assaggio del rinomato vino Cannaiola di Marta e deliziosi cantuccini locali.

L’assaggio è offerto dall’Azienda Agricola San Savino di Antonio Castelli, un produttore cui si deve la ripresa della coltivazione del vitigno autentico. Sull’origine del nome “Cannaiola” ci sono varie ipotesi, tutte derivanti da fonti antiche: per alcuni il nome è dovuto al detto che le dolci uve di “canaiuola” sarebbero state gradite anche ai cani! Per altri il termine farebbe riferimento ai dies caniculares, cioè ai giorni più caldi in cui avveniva il cambio di colore degli acini. L’ipotesi più accreditata è quella di chi sostiene che il nome è dovuto al fatto che le vigne erano tenute dritte dalle canne prese dal Lago di Bolsena.

Antonio Castelli

E’ misteriosa anche l’origine del vitigno. Si pensa che sia stato portato nella zona del Lago di Bolsena dai monaci-coloni che nel Medioevo raggiungevano il Lazio, verso Roma, passando per Viterbo, anche dal centro Europa.

Queste uve possiedono particolari caratteristiche in termini di colore e di aroma, il che ne fa un prodotto di nicchia. La singolarità di questi caratteri ha giustificato l’inserimento di questo vitigno autoctono nella lista delle varietà vegetali ad elevato rischio di erosione genetica.

Antonio Castelli ha compiuto una grande impresa riuscendo a riprodurre il vitigno del Cannaiolo Nero che era quasi completamente estinto.

La storia della Cannaiola è legata in modo indissolubile alla figura di Papa Martino IV, al secolo Simon De Brion, il pontefice di origine francese che Dante Alighieri, nella Divina Commedia, colloca in Purgatorio, tra i golosi, a causa della sua passione per le anguille del Lago di Bolsena, cotte alla brace e annaffiate da abbondante vino rosso locale, appunto la famosa “Cannaiola”.

Papa Martino IV

Questo vino può essere abbinato non solo al pesce di lago, ma anche ai formaggi e ai tipici dolci locali, i tozzetti.

Il 1 maggio sarà un’ottima occasione per ascoltare come vivevano i pescatori del Lago di Bolsena, coloro che, secondo la tradizione, hanno offerto per primi le anguille e il vino Cannaiola a Papa Martino IV, e per assaggiare questa eccellenza locale, ancora poco conosciuta.

Si inizia alle 11 con la visita guidata e si conclude con il brindisi a base di Cannaiola.

E’ richiesto solo il pagamento del biglietto d’ingresso: 2,50 (biglietto intero), 1,50 (biglietto ridotto per i bambini al di sotto dei nove anni), gratuito per i residenti.

Vi aspettiamo al Museo della Navigazione nelle Acque Interne, sul lungolago di Capodimonte!

Pescatori nel Medioevo

Fonti:

Il vino amato da Papa Martino” in Il mio vino, febbraio 2007, pp. 98-100

R. Biasi, E. Brunori, I. Ceccariglia, F. Botti, “Il sistema vigneto del lago di Bolsena: caratterizzazione della produzione di Cannaiola di Marta”, in Proceedings VIII International Terroir Congress, Soave (Verona), Italia, June 14th-18th, vol. 2, pp. 165-170

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