Il Politecnico di Torino al Museo della Navigazione


Da venerdì 7 luglio fino a domenica 9 luglio, presso la Cascina/Scuderie farnesiane di Capodimonte, VT, saranno esposti i progetti realizzati dagli studenti del Politecnico di Torino, a seguito di un accordo siglato tra il Comune di Capodimonte e il Politecnico di Torino, con la collaborazione della direttrice del Museo della Navigazione di Capodimonte, dott.ssa Caterina Pisu.
Gli studenti di Architettura del terzo anno nel corso dell’atelier “Architettura degli Interni” (professoresse Valeria Minucciani e Anna Pellegrino) sono stati invitati ad affrontare due temi diversi:
1) il potenziamento dei servizi del Museo della Navigazione delle Acque Interne: occorreva progettare un angolo attrezzato per l’intrattenimento dei bambini più piccoli, sotto la supervisione dei genitori. Lo spazio a disposizione era veramente esiguo, ma la creatività degli studenti ha portato a soluzioni non solo accattivanti e divertenti, ma anche funzionalmente versatili e disponibili per attività diverse
2) l’allestimento di un nuovo museo o di una sezione del museo esistente, dedicato ai ritrovamenti archeologici di Bisenzio: non essendo stata espressa, da parte dell’Amministrazione, alcuna intenzione definitiva in proposito, gli studenti sono stati lasciati liberi di scegliere fra due alternative possibili:
– sopraelevare l’attuale Museo della Navigazione delle Acque Interne, per ospitare in un secondo piano il Museo del Bisenzio, creando un unico polo museale. Il linguaggio architettonico della nuova sopraelevazione ha dato esiti interessanti, così come lo studio distributivo per non stravolgere l’attuale assetto del museo esistente e per permettere la visita dei due musei anche separatamente
– insediare il nuovo Museo nel complesso cinquecentesco della “Cascina/Scuderie farnesiane”. Si è rispettato l’edificio storico senza rinunciare a interventi di adeguamento funzionale che in taluni casi, sia pure arditi, offrono spunti che vale la pensa di prendere in considerazione.
Non avendo a disposizione un progetto di ordinamento né una descrizione dettagliata della collezione, gli studenti hanno azzardato delle ipotesi in merito, senza pretesa di rigore scientifico dal punto di vista archeologico ma necessarie per immaginare gli allestimenti interni.
L’obiettivo era quello di presentare la collezione al pubblico in modo coinvolgente, comunicando i contenuti in modo dinamico capace di raggiungere fasce di utenza diverse.
Il lavoro qui testimoniato conferma che la collaborazione tra Università, Pubbliche Amministrazioni e Istituzioni culturali è sempre un’occasione di reciproco arricchimento.
I lavori saranno presentati dalla Prof.ssa Valeria Minucciani, Professore Aggregato di Architettura degli Interni, Allestimento e Museografia del Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design, venerdì 7 luglio, alle 17.30, presso il Museo della Navigazione. Sarà presente il Sindaco di Capodimonte, Mario Fanelli.

I lavori degli studenti resteranno esposti alla Cascina/Scuderie farnesiane con il seguente orario:

venerdì 7 luglio, dalle 17 alle 19; sabato 8 luglio, dalle 10.30 alle 12.30; dalle 17 alle 19; domenica 9 luglio, dalle 10.30 alle 12.30.

Per informazioni: museo.capodimonte@gmail.com; cell. 3391364151.

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Uno dei progetti realizzati dagli studenti del Politecnico di Torino, relativo all’ipotesi di sopraelevazione dell’attuale museo e alla creazione di una nuova sezione espositiva.

Ci ha lasciato il grande etruscologo Giovannangelo Camporeale


Il Prof. Giovannangelo Camporeale, è  scomparso ieri, sabato 1 luglio. Grande etruscologo, professore emerito di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Firenze, membro dell’istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici. Ci resta una grandissima eredità: i suoi insegnamenti, le sue pubblicazioni, tra le quali La tomba del Duce (Firenze 1967), I commerci di Vetulonia in epoca orientalizzante (Firenze 1969), La Collezione Alla Querce. Materiali archeologici orvietani (Firenze 1970), Buccheri a cilindretto di fabbrica orvietana (Firenze 1972), La caccia in Etruria (Roma 1984), Gli Etruschi. Storia e civilta (Torino 2000/2004) e Gli Etruschi fuori d’Etruria (Verona 2001), con la versione inglese The Etruscans Outside Etruria (Los Angeles 2004). Ha diretto scavi importanti a Massa Marittima, all’abitato etrusco dell’Accesa. È una grave perdita per tutti noi etruscologi. Io ho avuto la fortuna di partecipare ad alcune sue lezioni alla Scuola di Etruscologia di Orvieto, un’esperienza molto formativa che ricordo con gratitudine.

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4 luglio
Segnalo la presentazione, martedì 4 luglio, presso la libreria internazionale “Il Mare”, a Roma, del libro “La presa di Troia. Un inganno venuto dal mare“. Interverranno l’autore, l’archeologo navale Francesco Tiboni, Laura Larcan, giornalista de Il Messaggero, e Andrea Branchi, docente dell’America University di Roma.
 
Il saggio esamina uno degli episodi più noti della guerra di Troia, l’inganno del cavallo di legno, analizzandolo da un punto di vista archeologico, storico e filologico, allo scopo di chiarire come una vicenda che per i contemporanei di Omero era estremamente chiara nella propria evidenza, nel tempo possa essere stata fraintesa e decontestualizzata. Avvalendosi degli strumenti dell’archeologia navale, attraverso l’analisi delle parole, delle immagini e dei relitti, l’autore giunge a proporre una precisa collocazione dell’episodio che pose fine alla guerra di Troia all’interno di un quadro tematico ben definito, quello appunto della dimensione navale del mondo mediterraneo pre-arcaico. La rilettura dei testi omerici e dell’epica antica alla luce delle più recenti scoperte in ambito archeologico, infatti, consente all’autore di affermare che la vera natura dell’inganno acheo non solo esula dal celeberrimo simulacro ligneo, entrato ormai nella cultura occidentale, ma che la narrazione post-omerica dell’episodio, cui si deve la distorsione in chiave quasi mistica della vicenda, ha a lungo mascherato un evento più oggettivo, credibile e aderente alla realtà storica. Omero non volle raccontare il prodigio di un intervento divino, quanto piuttosto celebrare l’astuzia di un popolo che, nella presa di Troia per mezzo dell’inganno dell’hippos, sanciva la propria capacità di muoversi in modo scaltro nell’ambito dello scacchiere geopolitico del Mediterraneo Orientale pre-arcaico, un ambiente in cui la potenza navale ed il dominio sulle rotte marittime erano alla base della grandezza dei regni e della loro possibilità di espansione.

Un ricordo dell’astrofisico Alessandro Cacciani al Museo della Navigazione


Sabato 8 luglio 2017 alle ore 17.30, presso la sala conferenze del Museo della Navigazione, in occasione del 10° anniversario della scomparsa dell’astrofisico prof. Alessandro Cacciani, gli amici e varie personalità della cultura scientifica ricorderanno la sua figura. Alle ore 11.30 verrà scoperta una targa ricordo presso la sua abitazione in via dell’Orologio n.26, a Capodimonte.

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Il Prof. Cacciani ha iniziato la sua attività, appena laureato, presso l’Osservatorio Astronomico di Roma, allora dotato di una torre solare, oggi e da molti anni in totale abbandono.

Qui ha concepito l’idea di realizzare uno strumento innovativo per l’osservazione del Sole: il Filtro Magnetico-Ottico, conosciuto oggi a livello mondiale, tra i fisici solari, con l’acronimo MOF (Magneto-Optical Filter). Questo inglesismo è stato necessario in quanto gli articoli scientifici sono oggi scritti  tutti in inglese e le numerosissime pubblicazioni prodotte dal Prof. Cacciani hanno fatto adottare tale denominazione. Dopo la scomparsa del Prof. Cacciani, avvenuta nel 2007, la comunità scientifica dell’Università di Roma “La Sapienza” ha proposto di sostituire la denominazione MOF con quella di  “Filtro Cacciani”.

Il Prof. Cacciani ha così sviluppato da solo, negli anni ’80, il prototipo del suo Filtro, realizzando e mettendo a punto con le proprie mani la tecnologia necessaria alla fabbricazione delle sue parti.

Lo studio teorico, la progettazione e la verifica della funzionalità dello strumento hanno richiesto diversi anni. Come molti brillanti ricercatori trovò negli Stati Uniti un terreno fertile per la realizzazione del suo progetto. Dopo una prima fase, che si completò con una pubblicazione nel 1989 (JPL Report 1989), seguì lo studio finale e la relativa pubblicazione nel 1994 (JPL Report 1994). JPL sta per Jet Propulsion Laboratory, noto laboratorio per lo sviluppo di nuove tecnologie, del California Institute of Technology, nei pressi di Los Angeles.

Il nuovo strumento, a seguito delle pubblicazioni e dei primi risultati ottenuti dal Prof. Cacciani – tutti pubblicati da prestigiose riviste specializzate e illustrati in occasione di conferenze internazionali, ha sempre destato l’interesse della comunità dei fisici solari del mondo. Il Professore ha conosciuto e stretto rapporti di amicizia con i più rinomati scienziati del settore, essendo lui stesso considerato tale. Molte istituzioni estere hanno voluto adottare uno dei suoi MOF: uno ne è stato installato e utilizzato per anni nell’osservatorio di Monte Wilson, in California, un altro nell’osservatorio di Kanzelhoe, in Austria, dai francesi nell’osservatorio di Pic du Midi, ancora negli Stati Uniti nell’osservatorio di Sacramento Peak. Ogni MOF veniva ceduto dal Prof. Cacciani a titolo gratuito, attingendo alla piccola serie di esemplari che aveva realizzato nel corso della fase sperimentale.

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Mancando un supporto per la produzione delle parti di ricambio, alcuni siti hanno dovuto successivamente interrompere le loro osservazioni con il MOF.  Nei primissimi anni 2000 il Prof. Cacciani dovette rifiutare di dare un MOF a un fisico del Kazakistan, in quanto non disponeva più dei componenti necessari e non disponeva neppure dei finanziamenti che avrebbero permesso di realizzarli tramite ditte specializzate.

La ricerca dei finanziamenti fu sempre un ostacolo alla diffusione del suo strumento. Al Prof. Cacciani non mancavano idee e proposte di impiego per il suo MOF, tra le più disparate e non solo attinenti alla fisica solare: se ne citano alcune fra quelle che avrebbero meritato un giusto supporto economico:

  • Ricerca delle onde di Alfven – dal nome del fisico svedese che ipotizzò la presenza di oscillazioni degli ioni in presenza di campo magnetico (sul Sole abbondano sia gli ioni sia i campi magnetici).
  • Proposta all’ ESA (Agenzia Spaziale Europea) di installazione del MOF su un satellite (Solar Orbiter) per la rilevazione e la comprensione di una misteriosa anomalia riscontrata nella polarizzazione della luce sul Sole.

Il giro del mondo in 80 minuti, ultima coreografia di Bejart


Estate dedicata alla musica al Museo della Navigazione. Sabato 1 luglio, alle 17.30, il Prof. Alberto Pellissiér, musicologo, introdurrà la proiezione del balletto “Tour du monde en 80 minutes”, ultima opera incompiuta del grande coreografo Maurice Béjart.

Bejart nasce il primo gennaio del 1927 a Marsiglia, e scompare a ottant’anni a Losanna. La sua danza a tutto tondo è concepita per un teatro totale ma il suo è un passato classico perché muove i primi passi presso la scuola marsigliese del Teatro dell’Opéra e poi a Parigi e Londra con Vera Volkova, prima di debuttare ufficialmente a diciotto anni a Vichy e con Roland Petit.

Alla metà del secolo scorso debutta nelle vesti di coreografo, evidentemente le più adatte al genio sregolato dell’ancora ventitreenne Maurice Béjart. Nel 1987 fonda il Béjart Ballet Lausanne dove ha definitivamente trapiantato le proprie attività fino agli ultimi suoi giorni di vita. Prima di morire era in corso l’ultima coreografia rimasta incompiuta, “Il giro del mondo in 80 minuti” che avrebbe dovuto debuttare nel dicembre del 2007. Da quel giorno la direzione della compagnia è passata nelle mani del suo più stretto collaboratore, Gil Roman.

L’ingresso alla proiezione è libero e gratuito.

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Rinnovata la convenzione con il Touring Club Italiano


Il Comune di Capodimonte, VT, ha rinnovato la convenzione con il Touring Club Italiano che prevede l’ingresso ridotto per tutti i Soci TCI e un loro accompagnatore, esibendo la tessera associativa agli operatori della biglietteria.

Siamo lieti di poter continuare a collaborare con il TCI per far conoscere il nostro Museo e le bellezze storiche, archeologiche e paesaggistiche che ci circondano. I Soci TCI sono i benvenuti e li attendiamo con piacere al Museo della Navigazione nelle Acque Interne!

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VOCE SPECIFICA


Voce Specifica LocandinaSabato 27 maggio, alle ore 18.00, presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne, si svolgerà l’incontro “Voce specifica”, un laboratorio di ricerca e sperimentazione su pratiche vocali integrate al movimento e tecniche contemporanee per la voce e la musica, ideato da Anna Maria Civico.

Il laboratorio si è svolto da novembre 2016 a fine maggio 2017 a Marta e Montefiascone in collaborazione con l’associazione culturale capodimontana “La Porticella”; parallelamente con la stessa tempistica un altro gruppo si è svolto a Terni al CAOS Museum in collaborazione con Cantiere d’Arti e Indisciplinarte.

Al termine del percorso, come fase pedagogica finale, viene sempre proposto uno scambio tra i due gruppi ed una apertura al pubblico. In questo incontro verrà presentata una piccolissima parte del lavoro e dei processi messi in campo. Questi gruppi di ricerca sono un’attività della Civico dal 1998.

Spiega Anna Maria Civico: “Propongo una prassi artistica con l’obiettivo di far emergere la base fisico-corporea della voce, della musica e della creazione artistica. A tal fine co-costruisco, in ascolto del gruppo, le condizioni necessarie alla pratica e al fare esperienza e comporre. Nel laboratorio ci si rapporta all’elemento vocale/sonoro inteso prima di tutto come canale fisico relazionale, successivamente come evento musicale e scenico. Si approfondiscono tecniche vocali e di canto che hanno origine nello studio del movimento, nella musica informale e sperimentale e nella musica di trasmissione orale contadina.

L’incontro durerà all’incirca un’ora.

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Biografia di Anna Maria Civico

Anna Maria Civico è attrice, cantante, musicoterapista, formatrice, autrice, ricercatrice indipendente. Si occupa di sperimentazione vocale e musicale, di pratiche teatrali per la presenza scenica, di canto di tradizione orale italiano e calabrese in particolare. Sperimenta forme arcaiche della vocalità mediterranea verso una ricerca estetica contemporanea. Si è formata negli anni novanta con i maestri di Teatro Jairo Cuesta e James Slowiak, con Maud Robart pedagoga di canto e movimento integrato. Altri maestri di teatro: Eimuntas Nekrosius, Antonio Attisani, Francois Tanguy, Armando Punzo, Massimiliano Civica. Altre maestre per la formazione musicale: Francesca Ferri, Chiara Guidi. Formazione in Musicoterapia presso il CEP di Assisi Scuola Quadriennale. Premio Cassano 2011 per l’Etnomusicologia dall’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia di Cassano all’Ionio (CS). Pubblica “Contributo alle teorie della performance.”, Rubbettino, 2011, “Un sentimento di benessere collettivo. Il corpo voce in Musicoterapia.” UVE Editoria Sociale Umbra, 2015. Ha lavorato in diverse collaborazioni artistiche: a Roma Teatro Natura dal 1994 al 1998,  Cagliari (rassegna teatro e canto, Regie Culturali del Caos coordinamento Maurizo Masia, Placido Cherchi, Anna Maria Civico, 2000-01), Venezia con Sandra Mangini, Giuseppina Casarin e Compagnia Daff 1999-2001, Catanzaro (5 edizioni di Vismusicae Il Parco Sonoro tra i Due Mari con la direzione artistica di Paolo Scarnecchia, 2002-06), Malta (Story Telling Festival 2006, con la direzione artistica di George Mifsud-Chircop). Palermo di Scena, Napoli, Lecce, Reggio Calabria, Cosenza, Roma, Parigi (compagnia Tempo Cantabile 2007-08), Le Mans. Ha realizzato concerti di musica d’improvvisazione con musicisti franco/giapponesi Murayama, Madiot, Battus a Parigi, Santa Severina (CS), Capodimonte (VT), Terni. Come libera professionista conduce laboratori di teatro, di canto-voce e movimento integrato presso differenti realtà artistiche, sociali ed educative. Lavora in particolare con la vocalità delle donne. Attualmente vive a Terni e conduce la sua attività presso il CAOS Centro Arti Opificio Siri. Come Musicoterapeuta e formatrice collabora con diverse realtà in Umbria. Con il Conservatorio Grecanico di Cataforio in Calabria (RC) conduce il laboratorio annuale di canto calabrese per “U STEGG”. Con l’associazione Cantiere d’Arti realizza laboratori ed eventi di teatro, canto, arte e cultura di genere. E’ membro del consiglio direttivo di Terni Donne nella gestione della Casa delle Donne di Terni dove tra l’altro coordina il Coro Vocinsieme con Elena D’Ascenzo e Lisa Maroni. Ultimi lavori: “Le straniere” spettacolo di teatro e RROSA TRIO canti e sentimento nella tradizione musicale e vocale del Mediterraneo.

More info su FB: Anna Maria Civico – Canale Youtube: Anna Maria Civico – www.cantieredarti.ithttp://www.annamariacivico.it/

Pagina FB: RROSA TRIO – PAGINA FB: Le straniere – itinerario Carsulae

I Predatori dell’Arte e il Patrimonio ritrovato. Le storie del recupero.


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Sabato 20 maggio, alle 17, presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne avrà luogo la conferenza “I Predatori dell’Arte e il Patrimonio ritrovato. Le storie del recupero”.

Relatori la Dott.ssa Daniela Rizzo e il Dott. Maurizio Pellegrini, archeologi, funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

 

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Maurizio Pellegrini e Daniela Rizzo

Daniela Rizzo, coadiuvata da Maurizio Pellegrini, dirige dal 1985 l’Ufficio Sequestri della Soprintendenza. Per anni i due archeologi hanno monitorato il fenomeno degli scavi clandestini e il traffico illecito di reperti archeologici, in stretta collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e con le Forze dell’Ordine. Questa sinergia, a partire dal 1995, ha consentito di dare inizio ad un piano di rintracciamento delle antichità esportate illegalmente, grazie al quale sono stati raggiunti risultati straordinari, è stato inflitto un duro colpo alle organizzazioni criminali ed è stato favorito il ritorno in Italia di molti importanti reperti archeologici.

In questa occasione, Daniela Rizzo e Maurizio Pellegrini ci parleranno del lavoro che hanno compiuto e dell’importanza di arginare il triste fenomeno dello scavo clandestino che ha letteralmente devastato intere, importanti aree archeologiche. Tra queste si possono annoverare le grandi aree funerarie poste nel territorio di Capodimonte, sede dell’antica Bisenzio, in cui ancora oggi la ricerca archeologica è costretta a confrontarsi con questa realtà che rallenta e spesso rende vani gli sforzi di ricostruzione scientifica dei contesti in esame.

L’ingresso alla conferenza è libero e gratuito. L’apertura della sala convegni del Museo della Navigazione sarà alle 16,45.

Per informazioni: museo.capodimonte@gmail.com, cell.: 3391364151.