All’origine della musica


I Synaulia, un gruppo di ricerca su musica, danza e teatro che sperimenta gli strumenti che sono alle origini della musica e che erano utilizzati durante l’antichità,  si è esibito, sabato 5 maggio, presso le Ex Scuderie Farnesiane, grazie ad una iniziativa dell’associazione Ars Vivendi. Di seguito il comunicato stampa.

Riceviamo e pubblichiamo:

Capodimonte, 7 maggio 2018

Un grande seguito di pubblico attento e affascinato dalla particolarita’ e novità dell’evento, ha accompagnato sabato 5 maggio 2018 l’intensa giornata organizzata dall’Associazione culturale  “Ars Vivendi”, presieduta dalla prof.ssa Patrizia Eliso.

L’evento, volto alla conoscenza della caratteristiche storiche, antropologiche, ambientali e gastronomiche di Capodimonte e del suo lago, è stato realizzato in collaborazione con il Museo della Navigazione nelle Acque Interne, diretto dalla dott.ssa Caterina Pisu e con il patrocinio del Comune di Capodimonte.

I partecipanti, accolti dal direttivo di Ars vivendi, dopo il saluto delle autorità locali, hanno visitato il Museo dietro la guida della direttrice, soffermandosi in particolare alla Piroga monossile dell’età del bronzo, rinvenuta nelle acque del lago nei pressi dell’Isola Bisentina. Si sono poi spostati nelle ex Scuderie Farnesiane,dette l “Cascina”, importante polo culturale del luogo, per assistere a “È tutta un’altra musica”, concerto-spettacolo di strumenti musicali preistorici  del gruppo di ricerca Synaulia, con Luce Maioli e Ivan Gibellini. I musicisti hanno presentato pietre, conchiglie, ossi e pelli animali quali primordiali strumenti musicali in grado di riprodurre vibrazioni, fruscii, gracidii, ronzii e vari altri suoni naturali, armonizzandoli poi tra di loro in suggestive esibizioni, fino a concludere con gli avvolgenti suoni dello strumento  “Rombo”.

l’incontro, conclusosi al Ristorante ” Riva blu” con l’assaggio di prodotti locali, ha richiamato non solo soci e simpatizzanti dell’Associazione ma tante persone provenienti dalla Tuscia, da Roma e perfino dalla Sicilia.

In occasione di questo evento è sta offerta la tessera dell’Associazione ad un costo ridotto per favorire l’affluenza di giovani e gruppi.

Ars Vivendi si propone di continuare la collaborazione con Synaulia per un futuro sviluppo della città di Capodimonte, delle rive del suo lago e dell’ormai famosa Isola Bisentina  secondo criteri di consapevole conoscenza e rispetto di questa terra unica per arte, storia, paesaggi e cultura gastronomica.

Alessandra D’Agostino, tesoriere Ars Vivendi

 

 

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Archeologia nel territorio: la seconda Giornata di Studi nella vicina Piansano


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Si è conclusa con successo la seconda edizione della Giornata di Studi sul territorio, a Piansano. Dopo i saluti del Sindaco, Andrea De Virginio, che ha auspicato di poter costituire a Piansano un piccolo museo archeologico, e l’introduzione di Aura Colelli, consigliera con delega alla cultura del Comune di Piansano e presidente del Gruppo archeologico locale, la parola è passata al coordinatore dell’incontro di studi, Carlo Casi, direttore del Parco Archeologico Naturalistico di Vulci (VT). Relatori Maurizio Pellegrini, Archeologo della Soprintendenza, Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, dell’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, funzionario di zona uscente, Maria Stella Pacetti, etruscologa, specializzata in studi sugli specchi etruschi, Debora Rossi Direttrice dei Musei di Pitigliano (GR), Simona Rafanelli Direttrice del Museo Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr).
L’incontro si è svolto presso la bella sala conferenza di via Maternum che ingloba anche una tomba scavata nel tufo, rinvenuta agli inizi degli anni ’80, datata tra il IV e il III sec. a. C., nota per l’iscrizione sinistrorsa posta nella parte alta del setto divisorio tra le due camere, contenente per lo più termini onomastici da riferire ai defunti appartenenti a varie famiglie.
La conferenza è stata aperta da Maurizio Pellegrini che ha presentato un excursus sull’attività dell’Ufficio Sequestri della Soprintendenza nella lotta contro il traffico illecito internazionale di reperti archeologici. Grazie al lavoro degli archeologi della Soprintendenza, Daniela Rizzo e Maurizio Pellegrini, alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine specializzate, è stato possibile negli anni scorsi e ancora adesso stanno ritornando in Italia molti importanti manufatti antichi, spesso venduti dai trafficanti o da loro intermediari a importanti musei europei e d’oltreoceano.
Maria Stella Pacetti ha illustrato l’evoluzione tipologica degli specchi etruschi, da quando iniziano ad essere documentati, cioè dalla seconda metà del VI sec. a. C., fino all’epoca dello specchio con i dioscuri, rinvenuto a Piansano, databile tra il III e il II sec. a. C. Si è dunque soffermata sull’iconografia dei dioscuri che trova confronti con altri specchi etruschi, con piccole varianti, spiegando che lo specchio, pur essendo un oggetto presente in prevalenza nei corredi funerari femminili, è stato rinvenuto eccezionalmente anche in deposizioni maschili. Poiché la parte non riflettente recava spesso scene tratte dalla mitologia greca, ben nota agli Etruschi, talvolta con iscrizioni, usate, per esempio, per poter riconoscere i vari personaggi raffigurati nelle scene, si può affermare che gli specchi, nella vita quotidiana, fungessero da strumenti didattici per le donne etrusche.
Simona Rafanelli ha offerto al pubblico un’ampia disamina sui collegamenti storici e culturali tra la zona di Piansano e i territori confinanti facenti capo a importanti poleis etrusche: l’agro tarquiniese, l’agro vulcente e l’agro volsiniese. In particolare, ha specificato la Rafanelli, l’ambito tarquiniese e tuscanese influenzano in maniera più diretta la zona di Piansano: un esempio è il coperchio di sarcofago fittile policromo, conservato presso il Comune di Piansano, che trova confronti con le produzioni tuscanesi. E poi ancora ci sono vari punti di contatto con i centri vicini: per esempio ci sono analogie tra la tomba con pilastro centrale e iscrizione di Piansano e la tomba della colonna di San Lorenzo Nuovo, aperta al pubblico lo scorso anno. Confronti, per alcuni aspetti, anche tra la tomba rupestre di Poggio del Cerro di Piansano, con le architetture rupestri della zona di Blera, Sorano, Sovana e Pitigliano.
Debora Rossi e Aura Colelli, per concludere la Giornata di Studi, hanno descritto le attività del Gruppo Archeologico di Piansano che, pur essendo di recente fondazione, ha eseguito un’intensa attività archeologica, sia di ripulitura che di scavo, impegnando tutti i soci del gruppo che si sono dedicati anche alla raccolta della documentazione nel corso degli scavi e al restauro conservativo, sotto la guida di professionisti. In particolare, sono state scavate due tombe, in località Macchione; a Poggio del Cerro è stata ripulita una tomba rupestre; continuano le ricognizioni sul territorio e si pensa di creare un parco archeologico, in particolar modo nella zona di Poggio del Cerro.
Il Gruppo archeologico si è impegnato in particolar modo nell’allestimento della mostra dello specchio con i dioscuri, realizzando anche il supporto per l’esposizione. Lo specchio sarà esposto al pubblico, presso il Comune di Piansano, fino al 15 gennaio.