Il relitto di Punta Zingara


Il relitto di Punta Zingara  fu rinvenuto il 22 aprile 1990 da Paolo Monachello, Enrico Minciotti, Enzo Piergiovanni e Fabrizio Salmistraro del Centro Ricerche Scuola Sub Lago di Bolsena. Con ogni probabilità l’imbarcazione, della quale non sono state ancora rilevate tracce visibili, ma della quale è stato rinvenuto il carico di tegole e coppi, era diretta all’Isola Bisentina ed è affondata a poca distanza dalla costa e precisamente a circa 250 m da Punta Zingara. Soltanto nel 2006 il Centro Ricerche della S.S.B. avviò indagini mirate che richiesero molti giorni di prospezioni e un duro lavoro in acqua, in condizioni di scarsa visibilità e con bassissime temperature. Nel 2007 si è tenuta una seconda campagna di ricerche che ha messo in luce tutta l’area occupata dal relitto, pari a circa 60 mq, alla profondità di 13 m. Nel 1990 le tegole risultavano ancora impilate con una sovrapposizione di 4/5 elementi, così come furono probabilmente stivate. Successivamente, ai ricercatori subacquei il carico è apparso ridotto e scomposto in alcuni punti, forse per il saccheggio di scavatori clandestini o per gli ancoraggi delle barche da diporto.

Nel 2008 è stata eseguita una più approfondita documentazione fotografica e grafica. Una piccola porzione del carico è stata recuperata ed esposta presso il Museo della Navigazione nelle Acque Interne. Non si esclude la possibilità di trovare parti dell’imbarcazione nei punti in cui il limo ha uno spessore più consistente. Una prima datazione del carico è stata proposta da Pietro Tamburini che lo assegna ad epoca arcaica, visti i puntuali confronti con i fittili architettonici dell’abitato di Acquarossa.

Informazioni tratte da D. Dettori, A. Sciancalepore, E. Severi, “Il relitto delle tegole di Punta Zingara (Capodimonte – VT), in  Sul filo della corrente” (a cura di Patrizia Petitti), Arx Società Cooperativa, 2009, pp. 91-97.

Annunci