La “naue” del Lago di Posta Fibreno


La “naue” è una piccola imbarcazione, tipica del Lago di Posta Fibreno (Frosinone), nel Lazio Meridionale. Presenta fondo piatto, senza differenze tra prua e poppa, ed è realizzata con tavole di quercia. E’ stata utilizzata sino alla metà del secolo scorso soprattutto dai pescatori ma anche dai contadini per il trasporto del raccolto dai terreni coltivati e per raccogliere le erbe acquatiche che si usavano come foraggio per i bovini.

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Foto La Porticella

Questo particolare tipo di imbarcazione era realizzata con assi di legno di roverella (una specie di quercia) i quali venivano inchiodati con chiodi forgiati a mano ed anche incollati tra di loro con un impasto di muschio e farina molto resistente. La “naue” era in grado di trasportare un carico anche di 7/8 quintali.

Per muovere la barca si usavano un lungo remo in legno di pioppo, la “pala”, e il “palone”, che serviva per spostarsi in acque più profonde, a forma di cucchiaio, utile, per la sua forma, anche per svuotare il fondo della barca dall’acqua.

Una caratteristica del Lago di Posta Fibreno, lago dalle acque trasparenti, navigabile e ricco di pesce, da cui proviene la “naue”, è la presenza di un’isola galleggiante del diametro di circa trenta metri, la cosiddetta “Rota”, formata da un accumulo di torba, radici ed erbe palustri. Si tratta, quindi, di un’isola in movimento grazie sia all’azione del vento che a quella delle correnti prodotte dalle sorgenti sotterranee. E’ una caratteristica probabilmente unica in Europa, descritta anche da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia.

L’isolotto presenta anche una sua vegetazione, per lo più arbusti che non riescono a svilupparsi molto in altezza, mentre il paesaggio circostante è dominato dal tipico canneto lacustre.

La barca esposta nel nostro Museo, risalente alla fine del XIX/inizi XX secolo, è stata donata da Enrico Gelosi, direttore dello Stabilimento Ittiogenico di Roma che ospitava anche un museo didattico al cui interno si trovava la nostra “naue”. Quando lo Stabilimento, e quindi anche il museo, è stato chiuso (2008), la barca rischiava di andare perduta, ma fortunatamente si è pensato di donarla al Museo della Navigazione nelle Acque Interne che stava per essere inaugurato proprio in quel periodo (2010).

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