La piroga di Monte Bisenzo


Il lago di Bolsena ha restituito due piroghe: una è la piroga di Punta Calcino, individuata nel 1989, datata al Bronzo recente/finale; l’altra è quella che si trova tuttora sommersa nei fondali presso Monte Bisenzo ed è attribuita al Bronzo medio. La sua individuazione è avvenuta due anni dopo rispetto alla prima piroga, ad opera di Amedeo Raggi, componente dell’equipe subacquea del Museo Territoriale del lago di Bolsena.

L’imbarcazione è a circa 350 m dalla riva, precisamente tra Monte Bisenzo e Punta San Bernardino, ad una profondità di circa 11 m. Dalle analisi effettuate è risultato che il legno utilizzato è quello di una quercia caducifoglia, specie utilizzata per la fabbricazione di piroghe fin dal Neolitico. La lunghezza è di circa 9,67 m, con una larghezza a prua di circa 57 cm e di circa 74 cm verso la poppa. Il punto di massima larghezza sarebbe all’incirca al centro della piroga. La prua ha una forma pressoché triangolare, così come la poppa, come si è potuto osservare nonostante le non buone condizioni di conservazione. La sezione trasversale rivela un fondo largo e lievemente incurvato. Le fiancate sono basse e leggermente aperte. La sezione della prua e della poppa è piena ed emisferiche, più bassa la prima, più emisferica la seconda.

Dalle misurazioni effettuate, si ipotizza un peso di circa 320 kg e un pescaggio di 11 cm senza equipaggio e senza carico. La stabilità doveva essere buona soprattutto per il rapporto lunghezza/larghezza.

Al momento la piroga risulta essere protetta da una copertura modulare composta da lastre di ferro che possono essere smontate per consentire l’ispezione del reperto.

Le notizie sono tratte da “Le piroghe monossili del lago di Bolsena” in P. Petitti (a cura di), “Sul filo della corrente. La navigazione nelle acque interne in Italia centrale dalla preistoria all’età moderna”, Arx Società Cooperativa, 2009, pp. 11-16.