Al via la terza campagna di ricognizione archeologica di superficie a Bisenzio


Dal 27 agosto al 23 Settembre 2017 avrà luogo la terza campagna di ricognizione archeologica di superficie del territorio di Bisenzio, l’antica città ‘Etrusca’ che fiorì sul Monte omonimo e nei campi circostanti tra il X e gli inizi del V secolo a.C. circa.

Quest’anno le attività di indagine, tanto sul territorio quanto in laboratorio, saranno dirette esclusivamente dal Dr. Andrea Babbi (Centro Ricerche Leibniz per l’Archeologia del Römisch-Germanisches Zentralmuseum Mainz), ideatore e coordinatore del Progetto. Infatti la presenza in Italia del Prof. Christopher Pare, per cause di forza maggiore, sarà purtroppo limitata alla chiusura delle attività e dunque non potrà co-dirigere le ricerche come avvenuto nel 2015 e nel 2016.

Capodimonte, Bisenzio, Campagna 2016 (Photo A. Babbi)

Anche quest’anno il team sarà composto da studenti provenienti non solo della Johannes Gutenberg Universität Mainz ma anche dalla Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg.

Inoltre, a seguito dell’esperienza particolarmente positiva avuta nel 2016 e grazie alla cordialissima disponibilità della Prof. Marina Micozzi, il Dr. Babbi e il Prof. M. Egg hanno stipulato una convenzione con l’Università degli studi della Tuscia al fine di favorire ulteriormente il coinvolgimento degli studenti che frequentano i corsi a Viterbo.

Grazie alla ricognizione archeologica di superficie 2017 si proseguirà, in campi non ancora indagati, l’attento lavoro di georeferenziazione delle evidenze archeologiche. Sarà quindi possibile elaborare accurate carte di distribuzione che andranno ad affiancare quelle realizzate nel 2015 e nel 2016, estendendo  così le conoscenze ad una porzione più ampia di territorio. Tali carte costituiscono infatti uno strumento conoscitivo imprescindibile per l’analisi scientifica del tessuto urbano dell’insediamento antico.

La sera di venerdì 22 settembre i risultati preliminari delle ricerche 2017 saranno, come di consuetudine, presentati e discussi pubblicamente.

 

Informazioni e immagine gentilmente forniti dal Dr. Andrea Babbi.

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Un omaggio pittorico a Capodimonte


“La luce sul lago”, mostra delle opere pittoriche di Laura Grosso e Anthony Lombardi in omaggio a Capodimonte.

Dal 3 al 6 agosto, presso le Scuderie farnesiane (Cascina) di Capodimonte (a pochi passi dal Museo della Navigazione, lungolago) si svolgerà l’esposizione delle opere di Laura Grosso e Anthony Lombardi, due pittori con una lunga storia di condivisione della Pittura, oltre che della vita.

In questa mostra nei bei locali delle Scuderie farnesiane, i due artisti espongono una serie di opere, risultato della loro permanenza estiva nella bella cittadina.

La maggior parte di esse sono realizzate ‘en plein air’ e dunque particolarmente legate al luogo in cui sono state dipinte, con tecniche varie: acrilico, olio, acquarello e pastello.

Questa mostra vuole essere un omaggio alla incantevole cittadina di Capodimonte e alle meraviglie del lago di Bolsena.

Il dipingere en plein air consente di abbandonarsi alla pittura come una forma di meditazione profonda, particolarmente se il soggetto è collocato al di fuori della città e si è immersi nel silenzio. In questa situazione la natura stessa offre una quiete che va di pari passo con le grazie ricevute dall’occhio.

Il formato medio-piccolo dei supporti e la tecnica rapida, sono due espedienti per completare l’opera in poche ore, adottati a questo scopo e non come maniera.

La fretta dipende infatti, esclusivamente, dalla rapidità delle mutazioni luminose sulla natura, serve a restituire sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il vero, osservato all’aria aperta, comunica nelle diverse ore del giorno e in particolari condizioni di luce.

Il soggetto diviene interessante per la luce che lo illumina, è solo un pretesto per osservare la luce. La luce ne rileva linee, contrasti tonali, tinte e ciò diviene la materia della pittura.

In realtà l’unico soggetto della pittura en plein air è la luce.

The exhibition of the painters Laura Grosso and Anthony Lombardi will take place from the 3rd until the 6th of august in Capodimonte, Scuderie farnesiane.

Laura Grosso and Anthony Lombardi are two painters with a long history of sharing their lives as well as painting.

In this exhibition in the beautiful spaces of the Scuderie farnesiane (Cascina), the two painters exhibit a series of works which is the result of their summer stay in the beautiful town.

Most of them are made of ‘en plein air’ and therefore particularly linked to the place where they were painted; executed in various techniques: acrylic, oil, watercolor and pastel.

This exhibition is a homage to the charming town of Capodimonte and the wonders of Lake Bolsena.

 

En plein air painting allows a person to abandon themselves through painting as a form of deep meditation, especially if the subject of the painting happens to be outside the city and immersed in silence. In this situation nature itself offers a tranquility that goes hand in hand with the graces received from the eye.

The medium-small size of the canvas and a quick technique are two requirements used to complete the work  of art in just a few hours. These elements are adopted for this purpose and not to achieve a certain ‘style’.

The limitation of time depends, in fact, on the rapidity of the light mutations on nature, and is required in order to give the painting the sensations and visual perceptions that are similar to the truth, observed in the open air at the same time conveying the different times of the day and in particular the conditions of light.

The subject of the painting becomes interesting for the light that illuminates it. This is merely an excuse to look at the light. The light generates lines, tonal contrasts, tints, and this becomes the real subject of the painting.

In fact, the only subject of en plein air painting is the light.

 

“La luce sul lago”, opere di Laura Grosso e Anthony Lombardo

in mostra presso le Scuderie farnesiane dal 3 al 6 agosto, dalle 18 alle 22

Per informazioni: direzione del Museo della Navigazione nelle Acque Interne, museo.capodimonte@gmail.com, 339-1364151.

MusicAlMuseo, speciale estate


Lunedi 31 luglio, alle 18,  torna MusicAlMuseo, l’opera in musica vista da vicino. Presentazione e note storiche a cura di Maria Morena Lepri.

Presenteremo “Il Trittico”, musica di Giacomo Puccini (1858-1924) che comprende:

IL TABARRO

Libretto di Giuseppe Adami

SUOR ANGELICA

Libretto di Giovacchino Forzano

GIANNI SCHICCHI

Libretto di Giovacchino Forzano

Inizieremo il 31 luglio, alle 18, presso il Museo della Navigazione, con Gianni Schicchi, Ultimo Canto dell’Opera Buffa.

In seguito affronteremo le altre due di carattere drammatico.

GIANNI SCHICCI ; ROH,

 

 

 

Il Politecnico di Torino al Museo della Navigazione


Da venerdì 7 luglio fino a domenica 9 luglio, presso la Cascina/Scuderie farnesiane di Capodimonte, VT, saranno esposti i progetti realizzati dagli studenti del Politecnico di Torino, a seguito di un accordo siglato tra il Comune di Capodimonte e il Politecnico di Torino, con la collaborazione della direttrice del Museo della Navigazione di Capodimonte, dott.ssa Caterina Pisu.
Gli studenti di Architettura del terzo anno nel corso dell’atelier “Architettura degli Interni” (professoresse Valeria Minucciani e Anna Pellegrino) sono stati invitati ad affrontare due temi diversi:
1) il potenziamento dei servizi del Museo della Navigazione delle Acque Interne: occorreva progettare un angolo attrezzato per l’intrattenimento dei bambini più piccoli, sotto la supervisione dei genitori. Lo spazio a disposizione era veramente esiguo, ma la creatività degli studenti ha portato a soluzioni non solo accattivanti e divertenti, ma anche funzionalmente versatili e disponibili per attività diverse
2) l’allestimento di un nuovo museo o di una sezione del museo esistente, dedicato ai ritrovamenti archeologici di Bisenzio: non essendo stata espressa, da parte dell’Amministrazione, alcuna intenzione definitiva in proposito, gli studenti sono stati lasciati liberi di scegliere fra due alternative possibili:
– sopraelevare l’attuale Museo della Navigazione delle Acque Interne, per ospitare in un secondo piano il Museo del Bisenzio, creando un unico polo museale. Il linguaggio architettonico della nuova sopraelevazione ha dato esiti interessanti, così come lo studio distributivo per non stravolgere l’attuale assetto del museo esistente e per permettere la visita dei due musei anche separatamente
– insediare il nuovo Museo nel complesso cinquecentesco della “Cascina/Scuderie farnesiane”. Si è rispettato l’edificio storico senza rinunciare a interventi di adeguamento funzionale che in taluni casi, sia pure arditi, offrono spunti che vale la pensa di prendere in considerazione.
Non avendo a disposizione un progetto di ordinamento né una descrizione dettagliata della collezione, gli studenti hanno azzardato delle ipotesi in merito, senza pretesa di rigore scientifico dal punto di vista archeologico ma necessarie per immaginare gli allestimenti interni.
L’obiettivo era quello di presentare la collezione al pubblico in modo coinvolgente, comunicando i contenuti in modo dinamico capace di raggiungere fasce di utenza diverse.
Il lavoro qui testimoniato conferma che la collaborazione tra Università, Pubbliche Amministrazioni e Istituzioni culturali è sempre un’occasione di reciproco arricchimento.
I lavori saranno presentati dalla Prof.ssa Valeria Minucciani, Professore Aggregato di Architettura degli Interni, Allestimento e Museografia del Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Design, venerdì 7 luglio, alle 17.30, presso il Museo della Navigazione. Sarà presente il Sindaco di Capodimonte, Mario Fanelli.

I lavori degli studenti resteranno esposti alla Cascina/Scuderie farnesiane con il seguente orario:

venerdì 7 luglio, dalle 17 alle 19; sabato 8 luglio, dalle 10.30 alle 12.30; dalle 17 alle 19; domenica 9 luglio, dalle 10.30 alle 12.30.

Per informazioni: museo.capodimonte@gmail.com; cell. 3391364151.

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Uno dei progetti realizzati dagli studenti del Politecnico di Torino, relativo all’ipotesi di sopraelevazione dell’attuale museo e alla creazione di una nuova sezione espositiva.

Ci ha lasciato il grande etruscologo Giovannangelo Camporeale


Il Prof. Giovannangelo Camporeale, è  scomparso ieri, sabato 1 luglio. Grande etruscologo, professore emerito di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Firenze, membro dell’istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici. Ci resta una grandissima eredità: i suoi insegnamenti, le sue pubblicazioni, tra le quali La tomba del Duce (Firenze 1967), I commerci di Vetulonia in epoca orientalizzante (Firenze 1969), La Collezione Alla Querce. Materiali archeologici orvietani (Firenze 1970), Buccheri a cilindretto di fabbrica orvietana (Firenze 1972), La caccia in Etruria (Roma 1984), Gli Etruschi. Storia e civilta (Torino 2000/2004) e Gli Etruschi fuori d’Etruria (Verona 2001), con la versione inglese The Etruscans Outside Etruria (Los Angeles 2004). Ha diretto scavi importanti a Massa Marittima, all’abitato etrusco dell’Accesa. È una grave perdita per tutti noi etruscologi. Io ho avuto la fortuna di partecipare ad alcune sue lezioni alla Scuola di Etruscologia di Orvieto, un’esperienza molto formativa che ricordo con gratitudine.

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4 luglio
Segnalo la presentazione, martedì 4 luglio, presso la libreria internazionale “Il Mare”, a Roma, del libro “La presa di Troia. Un inganno venuto dal mare“. Interverranno l’autore, l’archeologo navale Francesco Tiboni, Laura Larcan, giornalista de Il Messaggero, e Andrea Branchi, docente dell’America University di Roma.
 
Il saggio esamina uno degli episodi più noti della guerra di Troia, l’inganno del cavallo di legno, analizzandolo da un punto di vista archeologico, storico e filologico, allo scopo di chiarire come una vicenda che per i contemporanei di Omero era estremamente chiara nella propria evidenza, nel tempo possa essere stata fraintesa e decontestualizzata. Avvalendosi degli strumenti dell’archeologia navale, attraverso l’analisi delle parole, delle immagini e dei relitti, l’autore giunge a proporre una precisa collocazione dell’episodio che pose fine alla guerra di Troia all’interno di un quadro tematico ben definito, quello appunto della dimensione navale del mondo mediterraneo pre-arcaico. La rilettura dei testi omerici e dell’epica antica alla luce delle più recenti scoperte in ambito archeologico, infatti, consente all’autore di affermare che la vera natura dell’inganno acheo non solo esula dal celeberrimo simulacro ligneo, entrato ormai nella cultura occidentale, ma che la narrazione post-omerica dell’episodio, cui si deve la distorsione in chiave quasi mistica della vicenda, ha a lungo mascherato un evento più oggettivo, credibile e aderente alla realtà storica. Omero non volle raccontare il prodigio di un intervento divino, quanto piuttosto celebrare l’astuzia di un popolo che, nella presa di Troia per mezzo dell’inganno dell’hippos, sanciva la propria capacità di muoversi in modo scaltro nell’ambito dello scacchiere geopolitico del Mediterraneo Orientale pre-arcaico, un ambiente in cui la potenza navale ed il dominio sulle rotte marittime erano alla base della grandezza dei regni e della loro possibilità di espansione.

Un ricordo dell’astrofisico Alessandro Cacciani al Museo della Navigazione


Sabato 8 luglio 2017 alle ore 17.30, presso la sala conferenze del Museo della Navigazione, in occasione del 10° anniversario della scomparsa dell’astrofisico prof. Alessandro Cacciani, gli amici e varie personalità della cultura scientifica ricorderanno la sua figura. Alle ore 11.30 verrà scoperta una targa ricordo presso la sua abitazione in via dell’Orologio n.26, a Capodimonte.

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Il Prof. Cacciani ha iniziato la sua attività, appena laureato, presso l’Osservatorio Astronomico di Roma, allora dotato di una torre solare, oggi e da molti anni in totale abbandono.

Qui ha concepito l’idea di realizzare uno strumento innovativo per l’osservazione del Sole: il Filtro Magnetico-Ottico, conosciuto oggi a livello mondiale, tra i fisici solari, con l’acronimo MOF (Magneto-Optical Filter). Questo inglesismo è stato necessario in quanto gli articoli scientifici sono oggi scritti  tutti in inglese e le numerosissime pubblicazioni prodotte dal Prof. Cacciani hanno fatto adottare tale denominazione. Dopo la scomparsa del Prof. Cacciani, avvenuta nel 2007, la comunità scientifica dell’Università di Roma “La Sapienza” ha proposto di sostituire la denominazione MOF con quella di  “Filtro Cacciani”.

Il Prof. Cacciani ha così sviluppato da solo, negli anni ’80, il prototipo del suo Filtro, realizzando e mettendo a punto con le proprie mani la tecnologia necessaria alla fabbricazione delle sue parti.

Lo studio teorico, la progettazione e la verifica della funzionalità dello strumento hanno richiesto diversi anni. Come molti brillanti ricercatori trovò negli Stati Uniti un terreno fertile per la realizzazione del suo progetto. Dopo una prima fase, che si completò con una pubblicazione nel 1989 (JPL Report 1989), seguì lo studio finale e la relativa pubblicazione nel 1994 (JPL Report 1994). JPL sta per Jet Propulsion Laboratory, noto laboratorio per lo sviluppo di nuove tecnologie, del California Institute of Technology, nei pressi di Los Angeles.

Il nuovo strumento, a seguito delle pubblicazioni e dei primi risultati ottenuti dal Prof. Cacciani – tutti pubblicati da prestigiose riviste specializzate e illustrati in occasione di conferenze internazionali, ha sempre destato l’interesse della comunità dei fisici solari del mondo. Il Professore ha conosciuto e stretto rapporti di amicizia con i più rinomati scienziati del settore, essendo lui stesso considerato tale. Molte istituzioni estere hanno voluto adottare uno dei suoi MOF: uno ne è stato installato e utilizzato per anni nell’osservatorio di Monte Wilson, in California, un altro nell’osservatorio di Kanzelhoe, in Austria, dai francesi nell’osservatorio di Pic du Midi, ancora negli Stati Uniti nell’osservatorio di Sacramento Peak. Ogni MOF veniva ceduto dal Prof. Cacciani a titolo gratuito, attingendo alla piccola serie di esemplari che aveva realizzato nel corso della fase sperimentale.

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Mancando un supporto per la produzione delle parti di ricambio, alcuni siti hanno dovuto successivamente interrompere le loro osservazioni con il MOF.  Nei primissimi anni 2000 il Prof. Cacciani dovette rifiutare di dare un MOF a un fisico del Kazakistan, in quanto non disponeva più dei componenti necessari e non disponeva neppure dei finanziamenti che avrebbero permesso di realizzarli tramite ditte specializzate.

La ricerca dei finanziamenti fu sempre un ostacolo alla diffusione del suo strumento. Al Prof. Cacciani non mancavano idee e proposte di impiego per il suo MOF, tra le più disparate e non solo attinenti alla fisica solare: se ne citano alcune fra quelle che avrebbero meritato un giusto supporto economico:

  • Ricerca delle onde di Alfven – dal nome del fisico svedese che ipotizzò la presenza di oscillazioni degli ioni in presenza di campo magnetico (sul Sole abbondano sia gli ioni sia i campi magnetici).
  • Proposta all’ ESA (Agenzia Spaziale Europea) di installazione del MOF su un satellite (Solar Orbiter) per la rilevazione e la comprensione di una misteriosa anomalia riscontrata nella polarizzazione della luce sul Sole.

Il giro del mondo in 80 minuti, ultima coreografia di Bejart


Estate dedicata alla musica al Museo della Navigazione. Sabato 1 luglio, alle 17.30, il Prof. Alberto Pellissiér, musicologo, introdurrà la proiezione del balletto “Tour du monde en 80 minutes”, ultima opera incompiuta del grande coreografo Maurice Béjart.

Bejart nasce il primo gennaio del 1927 a Marsiglia, e scompare a ottant’anni a Losanna. La sua danza a tutto tondo è concepita per un teatro totale ma il suo è un passato classico perché muove i primi passi presso la scuola marsigliese del Teatro dell’Opéra e poi a Parigi e Londra con Vera Volkova, prima di debuttare ufficialmente a diciotto anni a Vichy e con Roland Petit.

Alla metà del secolo scorso debutta nelle vesti di coreografo, evidentemente le più adatte al genio sregolato dell’ancora ventitreenne Maurice Béjart. Nel 1987 fonda il Béjart Ballet Lausanne dove ha definitivamente trapiantato le proprie attività fino agli ultimi suoi giorni di vita. Prima di morire era in corso l’ultima coreografia rimasta incompiuta, “Il giro del mondo in 80 minuti” che avrebbe dovuto debuttare nel dicembre del 2007. Da quel giorno la direzione della compagnia è passata nelle mani del suo più stretto collaboratore, Gil Roman.

L’ingresso alla proiezione è libero e gratuito.

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Rinnovata la convenzione con il Touring Club Italiano


Il Comune di Capodimonte, VT, ha rinnovato la convenzione con il Touring Club Italiano che prevede l’ingresso ridotto per tutti i Soci TCI e un loro accompagnatore, esibendo la tessera associativa agli operatori della biglietteria.

Siamo lieti di poter continuare a collaborare con il TCI per far conoscere il nostro Museo e le bellezze storiche, archeologiche e paesaggistiche che ci circondano. I Soci TCI sono i benvenuti e li attendiamo con piacere al Museo della Navigazione nelle Acque Interne!

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