Ciao, Piero Carosi.


Esprimo profonda commozione e cordoglio per la scomparsa di Piero Carosi, grande amico del Museo della Navigazione nelle Acque Interne.

E’ dello scorso inverno un suo articolo sul numero 113 de La Loggetta, notiziario di Piansano e della Tuscia, intitolato “Aria nuova al museo”, per il quale gli sono profondamente grata, ma soprattutto gli sono riconoscente per non avermi mai fatto mancare il suo appoggio e il suo conforto nei momenti più complicati della mia esperienza professionale a Capodimonte. Lo scorso anno aveva fatto dono al museo di una sua collezione di pesi da rete e di una fedele ed accuratissima riproduzione della “bbarka” del Lago di Bolsena, ora esposta al museo.

Piero Carosi, già funzionario della RAI, è stato un personaggio di spicco e di spessore della cultura viterbese e si è impegnato per valorizzare la storia e le tradizioni locali e  per proteggere l’ambiente di questi territori, in particolare del lago di Bolsena e di Capodimonte.

Mancherà a tutti noi e a me, personalmente, mancherà l’amico che sapeva consigliarmi e   incoraggiarmi.

Mi unisco al dolore dei famigliari e, in particolare, della moglie Luciana.

Caterina Pisu

Piero Carosi
Piero Carosi
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Un nuovo modellino della “bbarka” al Museo della Navigazione


Piero Carosi, già dirigente della Rai e autorevole esponente della cultura viterbese*, dopo aver donato al museo, alcuni anni fa, la sua collezione di pesi da rete (laterizi forati usati dai pescatori del lago di Bolsena fino agli anni ’50), ha omaggiato il Museo della Navigazione di Capodimonte di un nuovo modellino da lui stesso realizzato: si tratta della riproduzione in scala della “bbarka”, la tipica barca dei pescatori del lago di Bolsena.

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Il modellino è stato realizzato in legno con grande accuratezza, rispettando in maniera scrupolosa le proporzioni. La “bbarka”, infatti, è considerata una piccola opera di ingegneria nautica poiché la forma e le misure, pur con le modificazioni avvenute nel corso dei secoli, sono canoniche: non sono mai né inferiori ai 5 metri, né superiori ai 7 m di lunghezza; la larghezza deve essere di 1,5 m.

Questo tipo di barca, con questa forma e con queste misure, era ed è in grado di affrontare le turbolenze del lago che, in determinate giornate, possono essere molto pericolose.

Il modellino, che sarà molto utile soprattutto per il suo valore didattico, sarà custodito con cura presso il Museo della Navigazione in attesa di poterlo esporre, accanto alla barca originale, all’interno di una teca.

Grazie a Piero Carosi per il suo generoso dono che dimostra tutto il suo affetto e la sua attenzione per la terra capodimontana e per il nostro Museo della Navigazione nelle Acque Interne.

 

 

* Attualmente Piero Carosi è nella Redazione della rivista culturale “La Loggetta”.